Quattro esplosioni nella notte seminano il terrore a Reggio Emilia
Ordigno artigianale lanciato in un palazzo di via Emilia all’Angelo, altri scoppi avvertiti anche in centro storico e in via Vico
REGGIO EMILIA. Un portone rovinato, vetri e schegge di legno sparsi dentro l’androne. Sono il segno più evidente della potente esplosione che ha fatto sobbalzare gli abitanti della zona ovest di Reggio Emilia nel cuore della notte. Un ordigno, molto probabilmente preparato artigianalmente, è stato fatto scoppiare all’interno del palazzo giallo di tre piani che sta tra via Emilia all’Angelo e via Bainsizza. Un’esplosione fragorosa ma non l’unica avvertita nella serata di domenica, attorno alle 22. Altri, infatti, sono stati gli interventi richiesti da cittadini reggiani in più punti della città. Episodi non legati per ora tra loro ma certamente sequenziali nella ricostruzione effettuata ieri tra interventi dei vigili del fuoco e polizia.
Un boato assordante è stato avvertito attorno alle 22.30 in via Bainsizza, stradina chiusa con dei paracarri. Lì, secondo una testimonianza raccolta subito dopo l’episodio dagli agenti delle volanti della questura, alcuni ragazzi si sarebbero fermati con un’utilitaria scura, percorrendo poi a piedi il vialetto nel retro del cortile del palazzo giallo, dove hanno aperto il portone di legno che conduce verso le scale e dentro il quale hanno lanciato l’ordigno rudimentale. «Sembrava una bomba carta, di quelle che lanciano allo stadio – racconta una delle residenti di via Bainsizza – Un botto tremendo. Non era certo un petardo. Ci siamo ovviamente spaventati. Il mio cane ha fatto un salto in aria di mezzo metro e i vetri tremavano dal fragore dell’esplosione». Al piano terra della palazzina c’è un’agenzia immobiliare, chiaramente senza personale al momento della deflagrazione, essendo domenica notte inoltrata. Ai piani superiori, invece, abitano delle ragazze di origine brasiliana.
«C’è molto giro di auto di grossa cilindrata la sera ma di problemi non ce ne sono mai stati. Sembrano inquiline tranquille». Raggiunta al citofono la mattina seguente, una delle inquiline smorza i toni e parla di una bravata: «È già tutto finito, è tutto a posto. Sono stati dei ragazzi ieri sera che hanno lanciato dei petardi».
Le volanti giunte sul posto dopo l’allerta lanciata dai vicini, non hanno potuto fare altro se non raccogliere i primi indizi e le testimonianze a caldo, che non hanno portato ancora all’individuazione degli autori. Anche perché la notte di domenica ha portato diversi interventi e grattacapi. Un’altra esplosione è stata avvertita sempre verso le 22 al distributore dell’Eni di via Vico 9: «Ci hanno chiamato dicendoci di aver sentito un botto forte e di aver visto del fumo – racconta il titolare della pompa – ma i vigili del fuoco non hanno visto né trovato nulla. Nemmeno dei resti di petardi. Trattandosi di un distributore ci siamo allarmati ma fortunatamente non è successo nulla».
Altri botti sono stati sentiti in centro, con interventi di vigili del fuoco, polizia e carabinieri in via Guittone d’Arezzo, poi vicino all’istituto Ariosto-Spallanzani e infine in Corso Garibaldi, come racconta in una lettera l’architetto Thomas Coccolini, ex consigliere della circoscrizione Città Storica e residente in centro storico, che dice di aver rinvenuto anche una miccia. «Ieri sera è stata esplosa una potente bomba-carta proprio fra la Caffetteria Garibaldi e il Cinema Al Corso, il cui scoppio si è avvertito in tutto l'isolato allarmando centinaia di residenti». (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
