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«Costretta a vendere la casa per colpa degli immigrati»

CORREGGIO. «Sono stato costretta a vendere la casa perché le condizioni in cui mi trovavo erano invivibili». Questo lo sfogo di una ex residente di via Vela 2, portato all’attenzione dall’ex...

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CORREGGIO. «Sono stato costretta a vendere la casa perché le condizioni in cui mi trovavo erano invivibili». Questo lo sfogo di una ex residente di via Vela 2, portato all’attenzione dall’ex consigliere Andrea Nanetti. In via Vela 2 c’è uno stabile in cui ci sono otto alloggi: si tratta di case popolari riscattate nel corso del tempo da parte dei proprietari. Uno di questi appartamenti è stato messo all’asta e l’ha acquistato la cooperativa L’Ovile che lo utilizza come alloggio per i profughi.

«Ho messo in vendita il mio alloggio perché abitavo vicino agli stranieri in questo appartamento – commenta l’ex inquilina –. Oltretutto, ho dovuto venderla a un prezzo inferiore al valore di mercato: 85mila euro invece dei 130mila previsti. Inoltre, io abitavo lì dal 1971 e ho dovuto venire via due anni fa dall’esasperazione: i miei vicini di notte facevano chiasso,gli odori che provenivano dal loro alloggio erano irrespirabili oltre ad altre abitudini discutibili». Il vice sindaco Gianmarco Marzocchini sostiene che «l’alloggio non sia stato deprezzato a causa dei profughi e l’attuale proprietario non sapeva chi fossero i suoi vicini di casa. Riguardo ai 60 profughi che il Comune potrebbe ospitare, inoltre, ricordo che sono un parametro, un numero su una tabella».

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