«Date i medicinali mutuabili alle farmacie»
La protesta dei cittadini: «Non possiamo andare ogni volta in ospedale, è uno spreco di tempo e soldi»
REGGIO EMILIA. Sono tanti i pazienti, soprattutto pensionati, che hanno difficoltà a procurarsi le medicine di cui hanno bisogno. Per farlo non possono rivolgersi alla farmacia privata o comunale più vicina, con un minimo dispendio di tempo. Devono recarsi nella farmacia del distretto sanitario d’appartenenza, che può distare parecchi chilometri dalla propria abitazione ed è aperta solo al mattino.
Del loro disagio si fa interprete il “Gruppo di cittadini di Reggio Emilia”, auspicando l’aumento dei farmaci che le farmacie sparse sul territorio possono distribuire per conto dell’Ausl. La distribuzione diretta nei centri distrettuali viene motivata dal servizio sanitario pubblico con la necessità di risparmiare, in quanto le farmacie territoriali percepiscono un compenso fisso per ciascuno dei circa 150mila pezzi distribuiti quest’anno per conto dell’Ausl nell’intera provincia. «Questo risparmio – obiettano i cittadini – ha dei costi altissimi per quanto riguarda l’interesse e la comodità degli utenti. Si tratta delle spese per lo spostamento e dei costi impliciti per la mancata retribuzione del tempo impiegato, mediamente circa trenta minuti per il ritiro di un farmaco». È un onere che grava prevalentemente sugli anziani, dal momento che il sessanta per cento della spesa farmaceutica è assorbita dagli over 65. Inoltre sono da considerare gli sprechi di approvvigionamento: «I cittadini – spiegano gli estensori della protesta – tendono ad aumentare le scorte dei prodotti prelevati, che però in caso di cambiamento di cure, decessi o altro vengono buttati». C’è un rimedio? «Basterebbe – dicono – delegare la distribuzione alla rete capillare di farmacie sparse sul territorio, che serve gli utenti tutto l’anno 24 ore su 24 (escluse le chiusure di turno, ndr), con la possibilità di dare consigli ai singoli e di prestare all’occorrenza un servizio a domicilio con umanità e gentilezza».
La distribuzione diretta dei farmaci da parte dell’Ausl era già prevista dalla legge 405 del 2001. Nel distretto di Reggio avviene in quattro punti. Il più affollato è al primo piano del Santa Maria Nuova, dove in media vengono serviti ogni giorno più di 150 pazienti dimessi. Ci sono poi la farmacia vicina al reparto infettivi e i centri distributivi di via Gramsci e via Monti Urali. In provincia i farmaci sono distribuiti negli ospedali di Guastalla, Correggio, Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.
Le farmacie private, da parte loro, hanno ottenuto un incremento dei farmaci distribuiti per conto dell’Ausl tramite l’accordo del 2010 e, nella misura del 50% in più, grazie all’intesa firmata l’anno scorso. Tuttavia rimane molto più alto (360mila rispetto a 150 mila) il numero dei pezzi distribuiti direttamente. Questi, però, secondo l’Ausl risultano assai meno numerosi, circa 80 mila, se si escludono dal conteggio, ad esempio, i farmaci consegnati ai pazienti dimessi dall’ospedale.
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