Gazzetta di Reggio

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Falso commercialista condannato a nove mesi

di Tiziano Soresina
Falso commercialista condannato a nove mesi

Reggio Emilia: non presentò le dichiarazioni dei redditi del giornalista Bezzecchi e della moglie. Il legale dei coniugi truffati: «Danni da 45mila euro». La difesa: «Faremo appello»

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REGGIO EMILIA. E’ stato condannato dal giudice Cristina Beretti a 9 mesi di reclusione (pena sospesa) oltre al pagamento di una provvisionale di 5mila euro ai coniugi che ha truffato per anni.

Stiamo parlando del 58enne Davide Di Ganci che i coniugi Maurizio Bezzecchi (giornalista, responsabile della comunicazione della Lega Basket) e Lucia Maggi (impiegata) hanno sempre considerato un commercialista (oltre che un amico...) e dalla metà degli anni Novanta si erano rivolti a lui per presentare la dichiarazione dei redditi, per poi scoprire che dal 2002 al 2009 non aveva presentato nessuna dichiarazione.

«La sentenza di condanna chiarisce questa vicenda dolorosa – commenta a fine-udienza l’avvocato Enrico Della Capanna che tutela i coniugi costituitisi parte civile nel procedimento – per due ignari contribuenti. Di Ganci, approfittando di un rapporto di conoscenza, non presentò quelle dichiarazioni dei redditi, costringendo la coppia a pagare all’Agenzia delle Entrate ben 45.400 euro fra maggiori imposte e sanzioni. Ha messo in ginocchio una famiglia».

Gli fanno eco i due coniugi: «Siamo soddisfatti perché sono state riconosciute le nostre ragioni. Riteniamo di essere stati truffati e Di Ganci ha carpito la nostra buona fede. Sono passati 5 anni da quando è partita la nostra battaglia legale, ma abbiamo voluto andare fino in fondo, affinché tutti conoscessero bene questa persona ed evitassero di essere truffati anche loro».

La difesa – cioè l’avvocatessa Cinzia Morselli – già annuncia che impugnerà la sentenza, per poi soffermarsi su due aspetti di questa vicenda: «Qui non siamo di fronte ad un falso commercialista, bensì ad un professionista abilitato a predisporre e trasmettere la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate. Del resto, ai tempi, chiunque poteva farlo. Inoltre vi sono dei versamenti fatti da Di Ganci che non risultano contabilizzati dall’Agenzia delle Entrate». L’imputato non si è mai visto in udienza, mentre il commercialista Enrico Di Ganci, sentito in udienza e mai indagato dalla procura, ha dichiarato di non aver mai operato insieme al fratello e di essere estraneo a questi fatti.

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