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Morto Innocenzo Golinelli dirigeva la Casa di Carità

di Ambra Prati
Morto Innocenzo Golinelli dirigeva la Casa di Carità

Montecchio: colpito da un malore dopo cena, è spirato a 72 anni per un infarto Papà dell’assessore Daniele e pilastro della struttura parrocchiale. Oggi l’addio

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MONTECCHIO. È morto all'improvviso per un attacco cardiaco che non ha lasciato scampo Innocenzo Golinelli, 72 anni, conosciutissimo in paese e pilastro del volontariato parrocchiale, nonché padre dell’assessore ai Lavori Pubblici, all’Ambiente e all’associazionismo Daniele.

Golinelli, da sempre residente a Montecchio in via Ferruccio Parri, è stato colto da malore nella sua abitazione domenica alle 20, appena dopo aver cenato. «Ha detto che non si sentiva bene, è rimasto mezz’ora sul divano; quando sono arrivati i sanitari della Croce Arancione aveva ancora il battito, ma non rispondeva e pochi secondi dopo è spirato – racconta il figlio – un fulmine a ciel sereno, mio padre non aveva problemi di salute ed era sempre attivo».

Diplomato in ragioneria, per anni bancario presso la filiale montecchiese della Banca San Geminiano San Prospero, Golinelli anche quando lavorava dedicava le sue energie alla Casa di Carità San Giuseppe di via Franchini, la più grande struttura per anziani di Montecchio, convenzionata con il Comune ma di proprietà della parrocchia, nella quale il 72enne è sempre stato impegnato. Dopo aver raggiunto la pensione, a 58 anni, Golinelli si era consacrato a tempo pieno alla Casa di Carità, ricoprendo il ruolo di direttore – del tutto gratuitamente – e diventando un punto di riferimento per ben 25 anni. «La sua vita era la Casa della Carità – spiega il figlio – nel poco tempo libero, frequentava il circolo Marabù ed era una grande tifoso della Reggiana».

Proprio la struttura di via Franchini sarà il luogo dell’estremo omaggio: dopo il rosario svoltosi ieri sera, il funerale si svolgerà oggi alle 14.30, nella Casa della Carità, teatro della funzione, poi il feretro proseguirà per la tumulazione nel cimitero locale.

Innocenzo Golinelli lascia la moglie Maria Grazia, i tre figli Daniele, Beatrice (lavora come responsabile delle infermiere alla Casa) e Sara (psicologa), le tre sorelle Maria Francesca, Laura e Anna, le due nipoti Marianna e Francesca. Non fiori, ma offerte alla Casa della Carità.

L’amministrazione comunale di Montecchio ha espresso profondo cordoglio e vicinanza ai familiari per il lutto improvviso. «Innocenzo è stato per tutta la sua vita un uomo completamente votato all’aiuto verso le persone deboli e fragili, in questo sostenuto da un’inossidabile fede. Per la comunità di Montecchio era, da sempre, un punto fermo al quale rivolgersi per le esigenze delle famiglie riferite alla cura e all’assistenza degli anziani e dei malati. Innocenzo ha impersonato la carità cristiana e l’amore verso il prossimo: conosceva tutto della vita degli assistiti, che affollavano di continuo il suo piccolo ufficio. La sua inaspettata scomparsa genera un profondo smarrimento, che sarà difficile da medicare. Rimane, da parte dell’intera cittadinanza, il ricordo affettuoso e indelebile di una persona che ha incarnato i valori dell’altruismo e della solidarietà verso i deboli. Questa è l’eredità che lascia a tutti noi».

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