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Pensioni, come ottenere adeguamento e arretrati

Pensioni, come ottenere adeguamento e arretrati

Tra i 35mila pensionati reggiani c’è chi rischia di venire escluso dal beneficio Zaffarano dello Spi-Cgil: «Bisogna bloccare la scadenza scrivendo all’Inps»

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REGGIO EMILIA. Sono circa 35.000 i pensionati reggiani che potrebbero essere interessati all’adeguamento (e agli arretrati) del trattamento che percepiscono. Soprattutto se si tratta di valori modesti. Il guaio è che per una parte di loro – quelli che hanno cessato il lavoro prima del gennaio 2013 – c’è il rischio che tutto finisca nel nulla perché presto scadranno i termini per ottenere il beneficio. Per tutelarsi bisogna quindi inviare una raccomandata (con ricevuta di ritorno) all’Inps allo scopo di interrompere la prescrizione quinquennale. Ciò va fatto esattamente prima del 31 dicembre 2016 per chi è andato in pensione fino al 2011 ed entro la fine del 2017 per chi è andato in pensione nel 2012. A ricordare questi termini è Giuseppe Zaffarano, segretario del sindacato Spi Cgil e coordinatore del distretto reggiano. «Ai 12.000 nostri iscritti – precisa – abbiamo rammentato questi termini con una lettera inviata a domicilio, ma ci sono altre migliaia di nostri concittadini che, molto probabilmente, non sono consapevoli di quanto può accadere. Noi siamo qui a disposizione anche per loro».

Tutto nasce da una sentenza della Corte Costituzionale che nel maggio del 2015 ha giudicato illegittimo il blocco che il governo Monti aveva disposto per due anni (2012/2013) sulle pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo. Chi percepisce meno di 1.405 euro (lordi) al mese è a posto; il problema nasce per importi leggermente più elevati. Il governo Renzi ha rivisitato la norma ed ha autorizzato l’incremento solo ai titolari di trattamento mensile fra 1.500 e 3.000 euro (bentinteso lordi) pertanto il sindacato dei pensionati della Cgil ha presentato dei ricorsi pilota ed ora sta aspettando una sentenza definitiva di anticostituzionalità.

«Difficilmente però la decisione della Corte – completa Zaffarano – arriverà prima della metà del 2017 e diventa perciò indispensabile bloccare la scadenza. Ai nostri iscritti abbiamo spedito una copia della lettera tipo che debbono inviare alla direzione provinciale dell’Inps inserendo, oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale, la data di invio e firmarla (due volte) nei punti prestabiliti. Abbiamo consigliato anche di tenere copia della missiva, la ricevuta di spedizione e la ricevuta di ritorno. Può sembrare una scocciatura ma può diventare preziosa. Ricordo infatti che l’inflazione che sarà presa a riferimento per gli arretrati è stata programmata al 2,7% per i 2012 ed al 3% per il 2013. Inoltre la perequazione illegittimamente bloccata per i due anni in questione ha effetti anche per gli anni successivi. Infine la restituzione degli arretrati non percepiti comporta l’aggiunta degli interessi maturati per il tardivo pagamento. Vale davvero la pena di muoversi e alla svelta». (l.v.)

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