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«Abbiamo tentato invano di rianimare Stefania»

di Serena Arbizzi
«Abbiamo tentato invano di rianimare Stefania»

Scandiano, i dipendenti della Sacil addolorati per la morte della collega La donna, 53 anni, lascia il marito Giambattista e due figlie. Disposta l’autopsia

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SCANDIANO. Ha suscitato profondo dolore la morte improvvisa di Stefania Sezzi, la 53enne che si è accasciata a terra nella ditta Sacil di via dell’Industria a Bosco, dove lavorava come impiegata. La donna è stata trovata riversa a terra da un collega di lavoro. Inutili i tentativi di rianimarla, messi in pratica dai colleghi.

«Era molto precisa e onesta, e la sua professionalità si distingueva – ricorda Massimo Latella, il collega che ha cercato di soccorrere la 53enne –. Questo lutto lascia un vuoto incolmabile. Quando l’ho vista a terra, ho cercato di mettere in atto le procedure di primo soccorso assieme ad altri due colleghi. Purtroppo, ogni tentativo è stato inutile. Stefania si occupava d’amministrazione e contabilità e faceva l’impiegata».

Stefania Sezzi abitava in via Bosco 90 con il marito Giambattista Fiorani, che fa l’elettricista, e le due figlie Erika e Alice.

Prima di procedere al funerale, che verrà curato dalle onoranze funebri Reverberi, è stata disposta l’autopsia per chiarire quali siano le esatte cause che hanno portato al decesso improvviso della donna.

Nel frattempo, tutti ricordano Stefania come una donna «molto piacevole, solare, sorridente – è il commento di quanti la conoscevano –. Siamo sconvolti da quanto è successo e non riusciamo a capacitarci dell’accaduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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