«Diteci la verità sulla morte di Carletto»
San Martino in Rio: i parenti del bimbo morto dopo avere bevuto detersivo si costituiranno parte civile
SAN MARTINO IN RIO. «Vogliamo sapere la verità su chi ha ucciso Carletto». Non ha dubbi Filippa Catanzaro, mamma di Giusy Cataldo e nonna del piccolo Carlo Russo, morto a soli 2 anni dopo avere ingerito una dose di brillantante al bar Black or White, gestito dai genitori, i quali nei giorni scorsi si sono trasferiti a Salerno, città di nascita di Antonio Russo, il papà di Carlo, dove la coppia aprirà una locanda dedicata al figlioletto.
Filippa, il marito Giuseppe Cataldo e il figlio Gianluca, zio di Carletto, e altri parenti, assistiti dall’avvocato Daniele Erbanni, hanno deciso di costituirsi parte civile.
Giuseppe Cataldo, inoltre, sarà assistito dall’avvocato Carlo Taormina, con il quale sono intercorsi accordi nei giorni scorsi. «Abbiamo incontrato Taormina dapprima 4 mesi fa, poi lunedì a margine del processo Montruccoli in tribunale a Reggio Emilia – commenta Filippa Catanzaro –. Devono spiegarci perché mio nipote il 25 agosto del 2015 è uscito sulle sue gambe dal pronto soccorso, e lo ha visto anche una testimone che si trovava al Pronto soccorso. Pochi giorni dopo, invece, è morto. Il 26 agosto gli è stata fatta una gastroscopia al Santa Maria Nuova e ci è stato garantito che aveva soltanto una minuscola macchia all’altezza del pancino, che avrebbe dovuta sparire con l’antibiotico. Perché mio nipote non è mai stato visitato da un pediatra? Inoltre, dall’ospedale ci hanno detto che il brillantante ha prodotto una sostanza schiumosa, ma questa schiuma Carletto non l’ha mai vomitata. Mio nipote non è morto a causa del brillantante che ha ingerito. Noi abbiamo ragione di credere che, invece, sia stato un farmaco che gli è stato somministrato in dosi superiori a quelle consentite: un farmaco che avrebbe potuto essere tollerato da una persona con più di 3 anni. Mio nipote ne aveva 2. L’ospedale ci ha chiesto di condividere la responsabilità al 50%. Abbiamo rifiutato perché vogliamo andare fino in fondo e chiedere giustizia per Carletto». Alla fine di novembre il pm Giulia Stignani chiuderà le indagini, poi inizieranno gli interrogatori. «Mia figlia ritornerà da Salerno perché dovrà essere interrogata. Assieme a lei lo saranno anche quattro medici del Santa Maria Nuova – spiega la nonna di Carletto –. Noi non ci arrenderemo fino a quando non avremo saputo perché mio nipote subito non era stato giudicato grave e dopo due soli giorni è morto. Io non dimenticherò mai quando mia figlia Giusy mi ha dato questa terribile notizia. Vogliamo sapere la verità. È passato troppo tempo: cos’è successo nel reparto di Rianimazione all’ospedale?».
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