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«Mia sorella scippata perché sono già fuori?»

REGGIO EMILIA. «Coloro che hanno derubato mia sorella dopo un giorno sono già liberi. Perché le forze dell’ordine devono lavorare, rischiando la propria incolumità per catturare i malviventi, a...

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REGGIO EMILIA. «Coloro che hanno derubato mia sorella dopo un giorno sono già liberi. Perché le forze dell’ordine devono lavorare, rischiando la propria incolumità per catturare i malviventi, a fronte di un tribunale che li libera poche ore dopo? Magari il sindaco potrà aiutarmi a capire». Matteo Donelli, giornalista, premette di essere parte in causa, perché fratello di Chiara, 27 anni, scippata della borsa con pc e tesi il 16 novembre in viale Umberto I. La giovane aveva anche offerto una ricompensa, a chi le avesse restituito il computer. «Dopo soli due giorni li hanno presi. Ottimo lavoro dei carabinieri. Invece il sogno si è trasformato in incubo perché il giudice li ha liberati. Del materiale rubato non se ne parla, perché i malviventi non hanno collaborato dando informazioni al riguardo. I due, senza fissa dimora, probabilmente ora sono a spasso per la città».

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