Scuola di alimentazione, Rana in cattedra
REGGIO EMILIA. I bambini sanno come vengono prodotti i cibi? Conoscono cosa vuol dire una sana alimentazione? E' giusto che imparino. Ed è quindi lodevole che torni quest'anno, nella nostra provincia,...
REGGIO EMILIA. I bambini sanno come vengono prodotti i cibi? Conoscono cosa vuol dire una sana alimentazione? E' giusto che imparino. Ed è quindi lodevole che torni quest'anno, nella nostra provincia, il progetto formativo organizzato dal pastificio Rana dedicato alla educazione alimentare dei piccoli dai 3 agli 8 anni. Per l'anno scolastico 2016/2017 risultano già coinvolte 17 scuole primarie del territorio. In città sono la Italo Calvino di via Canalina, quella di via Repubblica a Rivalta e la Giacomo Leopardi di via John Fitzgerald Kennedy. Due le scuole di Guastalla: l'Istituto Sant'Orsola di corso Garibaldi e la Matilde di Canossa di Pieve. Ecco poi la primaria annessa al Convitto Rinaldo Corso di Correggio, quella di Arceto di Scandiano, la Ezio Bernabei di Toano. A seguire la scuola di Paullo di Casina, la direzione didattica di Fabbrico, l'Anna Frank di Rio Saliceto, la Albert Bruce Sabin di Praticello di Gattatico, la Renzo Pezzani di Albinea. Per finire con la primaria di Baiso, quella di Montecavolo di Quattro Castella, il Muraglione di Baiso e la Telesforo Righi di Brescello.
Il progetto ludico-didattico firmato Rana è titolato “Cosa c'è di buono oggi?” e si prefigge di spiegare ai piccoli la composizione dei cibi. Per coinvolgerli maggiormente c'è la proposta di una visita al pastificio, la dotazione di un kit ludico-educativo da svolgere in classe, la messa in palio di dotazioni sportive e di un libro da leggere a casa dove i bambini diventano protagonisti di una storia saporita: la preparazione di un piatto di pasta fresca. Inoltre, per ogni partecipante, Rana donerà, attraverso il Banco Alimentare, un piatto di pasta alle persone più bisognose.
L'idea è senza dubbio positiva considerando che tutti i nutrizionisti ritengono che l'educazione alimentare pone le sue basi già nell'infanzia con l'abitudine alla varietà del cibo, all'assaggio curioso, al gusto di sapori diversi da maturare, prima di tutto, in famiglia. I più grandicelli apprendono poi, con l'aiuto dell'educazione alimentare in classe, a leggere l'etichetta degli alimenti, a verificare la provenienza dei prodotti, ad osservare l'elenco degli ingredienti. (l.v.)
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