False fidejussioni, un indagato a Bibbiano
Inchiesta a Bologna: nei guai un imprenditore. Documenti sequestrati anche alla Gesta di Reggio
BIBBIANO. Faceva affari come mediatore creditizio tramite la società reggiana Intermedias - poi fallita su istanza della Euro Casting - senza che questa fosse iscritta nelle apposite liste. Un’accusa mossa nei confronti dell’imprenditore 43enne Enzo Princiotta, originario di Messina ma domiciliato a Bibbiano, che all’epoca dei fatti era il legale rappresentante della Intermedias srl, società finita nell’inchiesta “Carta Straccia”. Nel mirino due distinte organizzazioni criminali che, operando di fatto allo stesso modo, gestivano due consorzi di garanzia fidi che rilasciavano garanzie fideiussorie a prezzi vantaggiosi ma senza disporre delle previste autorizzazioni e senza le coperture finanziarie per far fronte alle stesse. Alcune attestazioni sono state sequestrate anche alla Gesta spa, società reggiana da poco acquisita dalla Coopservice, prima in capo al Ccpl. Si tratta, delle attestazioni delle garanzie al comune di Cadelbosco Sopra, che non è parte in causa nel giro delle false fidejussioni scoperte dai finanzieri del comando provinciale di Bologna, nell'ambito dell’operazione, coordinata dal Pm Marco Forte. Sono state 22 le persone denunciate, a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell'attività finanziaria, riciclaggio e truffa. Nei confronti di un indagato, che risulta irreperibile, sono in corso le ricerche per eseguire un arresto. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 600.000 euro, su disposizione di Gip. Le false fideiussioni emesse sono per oltre 100 milioni.
L'operazione, con perquisizioni e sequestri, ha interessato, oltre a Bologna, anche Milano, Roma, Napoli, Frosinone, Varese, Chieti e Taranto, con il coinvolgimento anche delle Procure di Milano e Cassino. Le indagini del nucleo di polizia tributaria hanno ricostruito il “modus operandi” delle due organizzazioni, la prima legata al Consorzio Italia Fidi, la seconda al Consorzio fra cooperative di garanzia fidi e associazioni autonome di Conafi. I consorzi, secondo l'accusa, individuavano potenziali clienti, enti pubblici e soggetti privati, con pubblicità sul web o attraverso una rete di broker, anch'essi finiti indagati per aver indirizzato la clientela verso prodotti finanziari fasulli, attivi in varie città. Le garanzie fideiussorie offerte avevano prezzi vantaggiosi, il 50-60% in meno di quelli di mercato. Oltre all'emissione delle garanzie senza titolo, è emersa anche la distrazione di somme mentre era in corso la procedura fallimentare, con la conseguente contestazione di bancarotta fraudolenta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
