Il sogno diventa realtà: ecco il Mire
Presentato il progetto dell’ospedale della mamma e del bambino, il presidente Bonaccini: «Garantiamo la fine dell’opera»
REGGIO EMILIA. Dopo il Co.Re ecco il Mire: un altro sogno che si materializza. Un’altra struttura, questa ideata per la salute dei neonati e delle partorienti, che concorrerà a elevare (insieme all’Alta Velocità) la realtà reggiana fra le eccellenze di rilievo internazionale. Ne è convinto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che nell’esprimere tale giudizio ha insistito ieri sulla solidità del sistema sanitario regionale, anticipando entro Natale 500 nuove assunzioni e 600 passaggi dal precariato all’indeterminato e garantendo il sostegno dell’Emilia Romagna al compimento del terzo atto dell’opera, che avrà bisogno di altri 11 milioni di euro. Due terzi dei costi (25 milioni di euro) sono già stati raccolti grazie alle istituzioni pubbliche e alla straordinaria generosità di molti cittadini e soprattutto allo slancio di Curare, l’onlus che da anni si dedica al finanziamento privato dell’opera. Ieri la sua presidente, Deanna Ferretti Veroni, ha fatto pubblicamente dono di un assegno di 600 mila euro.
Il progetto del Mire, destinato alla cura della Maternità e dell’Infanzia, è stato appunto declinato nelle sue caratteristiche in un incontro svolto al Centro Malaguzzi. Annotazioni scientifiche e di ingegneria sono servite a illustrare l’eleganza e la funzionalità del nuovo impianto ospedaliero ma soprattutto le doti di innovazione sanitaria e tecnologica pensate per rispondere alle aspettative di avanzamento tecnico-scientifico, di umanizzazione e accoglienza.
Davanti a una folta platea, il direttore generale del Santa Maria Nuova, Antonella Messori, ha descritto i tempi di studio e programmazione (una decina d’anni) e le persone che hanno portato al progetto preliminare che prevede un edificio di 16.000 metri quadrati disposto su tre piani di cui, in dicembre, sarà pronta la definizione. Entro il giugno 2017 il piano esecutivo per passare poi all’appalto e all’aggiudicazione dei lavori con apertura del cantiere nella metà dell’anno successivo.
«È frutto del senso di coesione che caratterizza la comunità reggiana» ha annotato il direttore dell’Ausl Fausto Nicolini. «E risponde a un bisogno essenziale della nostra città» ha aggiunto il sindaco Luca Vecchi, mentre il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, ha indicato il Mire come una speranza che si materializza in un’organizzazione che si fonda sull’ascolto delle istanze del territorio. Il direttore sanitario Giorgio Mazzi è sceso nel dettaglio dell’organizzazione, partendo da un confronto dei dati della natalità e della mortalità di neonati e puerpere registrati in ambito locale e nazionale. Le mamme sono sempre più anziane, le esigenze socio-sanitarie dei bimbi sono spesso alla base di molte patologie: «I bisogni sono mutati, occorre prepararsi al futuro».
Poi sono comparse su due grandi schermi – presentate dall’ingegner Tiziano Binini – le immagini di quello che sarà il Mire. Ed è scoppiato un applauso corale. Nelle forme e nella funzionalità ha quasi le parvenze di un albergo, nella sostanza si propone come un piccolo gioiello del quale sono stati studiati con attenzione spazi e materiali impiegati. Ci saranno un cortile interno e un terrazzo in alto, colori e vetrate accenderanno di luce stanze attrezzate e flessibili per svariate esigenze.
L’incontro si è festosamente concluso con Deanna Ferretti che ha chiamato vicino a sé i tanti amici che hanno collaborato a quella che sembrava solo una fantastica idea.
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