Inchiesta firme irregolari, bufera sul M5s regionale
Quattro indagati per le elezioni del 2014 dopo l’esposto di due ex attivisti Il capogruppo Sassi: «Autosospensioni? Saremo coerenti con la nostra storia»
REGGIO EMILIA. «L'indagine è frutto di un esposto, quindi che ci siano indagati è normale. La fiducia nel procedimento in corso è totale perché noi abbiamo sempre fiducia in quelli che saranno poi gli esiti e il rispetto dei ruoli istituzionali di questi organi». Così il capogruppo M5s in Regione, il reggiano Gianluca Sassi, commenta l’indagine della procura di Bologna sulle presunte irregolarità nella raccolta firme del M5s proprio per le regionali del 2014.
Dopo l’inchiesta di Palermo, ora un’indagine anche in Emilia, che ha portato all’iscrizione di quattro “grillini” sul registro degli indagati. L’indagine è nata da un esposto dell’ottobre 2014 di Paolo Pasquino e Stefano Adani, due ex militanti di Monzuno, paese sull’Appennino Bolognese. Inizialmente contro ignoti, l’inchiesta vede ora tra gli indagati anche Marco Piazza, vice presidente del consiglio comunale di Bologna.
Oltre a Piazza, braccio destro di Massimo Bugani, capogruppo di Bologna e fedelissimo di Grillo, l’inchiesta coinvolge anche Stefano Negroni, dipendente comunale e simpatizzante grillino. Ai due nomi si aggiungono anche quelli di due militanti, Tania Fioroni e Giuseppina Maracino, che hanno partecipato ai banchetti di raccolta firme. I pm bolognesi ipotizzano la violazione dell’articolo che disciplina l’elezione degli organi delle amministrazioni comunali.
I carabinieri hanno sentito decine di persone a cui è stato chiesto di riconoscere la propria firma. Non sono contestate firme false. Il quadro accusatorio ipotizza irregolarità nell’autentificazione delle firme perché non apposte in presenza delle persone addette a questo compito, oppure perché raccolte in luogo diverso rispetto al requisito della territorialità.
Gli inquirenti contestano che alcune firme siano state raccolte in mancanza di pubblico ufficiale. Nell’esposto, si citavano episodi come l’evento di due anni fa al Circo Massimo, nel quale, secondo gli autori della denuncia, furono raccolte firme anche per le regionali in Emilia.
Sull’opportunità di sospendere Piazza, unico eletto tra gli indagati, «aspettiamo di avere più informazioni – commenta Sassi – Noi confidiamo nel fatto che ognuno sceglierà liberamente nella sua sensibilità se autosospendersi o meno, ma abbiamo garanti a cui fare riferimento. Ci comporteremo come sempre fatto, coerentemente con la nostra storia. Non so se il gruppo consiliare subirà una qualche modifica in funzione di questo. Ho qualche dubbio perché per le informazioni avute a suo tempo avevamo moltissime firme che non son state presentate, quindi sono assolutamente ininfluenti. Se anche ci fossero state queste irregolarità sono ininfluenti da questo punto di vista, ma vedremo quando avremo i dettagli».
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