Istituto Ligabue, «Ok al diritto di sciopero ma ai genitori chi ci pensa?»
Inviata una lettera al dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Ligabue: «Chiudere la scuola a tempo pieno anticipatamente non può essere la soluzione»
REGGIO EMILIA. «Nessuno di noi si sognerebbe mai di mettere in dubbio il diritto allo sciopero del personale docente e Ata. Detto questo, riteniamo assolutamente necessario prevedere misure diverse dalla chiusura anticipata della scuola, come sempre accaduto nel nostro Istituto Comprensivo e come tuttora accade negli altri istituti della città». Così si legge in una lettera inviata da un gruppo di genitori al dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Ligabue, Remo Cesare Fiocchi. Una lettera che arriva non casualmente in questi giorni: «Venerdì 18 novembre - si legge - abbiamo ricevuto la sua comunicazione relativa alla chiusura anticipata delle scuole primarie Calvino, San Giovanni Bosco e Don Milani (sezioni a tempo pieno) in occasione dello sciopero generale indetto da Slai Cobas e dall'Usi. Ricordiamo che nell'ultimo mese di scuola sono stati indetti i seguenti scioperi: venerdì 21 ottobre (Unicobas/scuola, Usi, Usb e Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente); venerdì 4 novembre (Cub e Usi Ait);lunedì 14 novembre (Anief); venerdì 25 novembre (Slai Cobas e Usi)... È logico pensare che i genitori che iscrivono i propri figli a una scuola a tempo pieno lo facciano principalmente per motivi di necessità, quali un rigido orario lavorativo e l'assenza di una rete di supporto famigliare e amicale, con conseguente impossibilità di recuperare i bambini a scuola all'ora di pranzo. Chiudere la scuola anticipatamente significa obbligare i genitori a chiedere giorni di permesso e ferie che, inevitabilmente, finiscono; pertanto sarebbe opportuno ricorrere a provvedimenti di questo tipo solo in casi estremi, in cui vi sia la pressoché assoluta certezza di un'adesione massiccia allo sciopero da parte del personale docente e Ata che renda impossibile garantire un servizio minimo». «Sappiamo - prosegue la lettera - che la procedura in caso di sciopero prevede che, avuta notizia dello sciopero, il dirigente scolastico ne dia comunicazione tramite circolare al personale interessato richiedendo di esprimere le eventuali adesioni. Sappiamo altresì che l'espressione della comunicazione di adesione allo sciopero è del tutto volontaria. Il dirigente scolastico, sulla base delle dichiarazioni ricevute e sulla base di altri elementi valutativi, fondati anche sulla serie storica di partecipazione ad altri scioperi, definisce la riduzione/la sospensione o l'adattamento del servizio». «Ci auguriamo - così concludono i genitori - che lei possa aprire un dialogo col personale in merito a questo punto cruciale, rivedere la sua decisione e venire incontro ai bisogni delle famiglie».
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