Processo Eternit, ora serve un consulente
Rubiera: l’esperto darà un parere sulle cause della morte di Dorando Cottafava, avvenuta nel 2007
RUBIERA. Per non lasciare spazio a dubbi circa la responsabilità sulla morte di Dorando Cottafava, serve il parere di un consulente. Un esperto che sarà nominato il 21 dicembre, quando il giudice Andrea Rat gli conferirà l’incarico dando 90 giorni di tempo al consulente per depositare la perizia sulle cause che hanno portato alla morte nel 2007 dell’ex operaio della Eternit di Rubiera. Secondo la procura di Reggio Emilia, che ha aperto un procedimento sulla vicenda della fabbrica dell’amianto sfociato in un processo, Cottafava è morto a causa di un mesotelioma, vittime dei veleni respirati nella fabbrica rubierese. Fatti ribaditi ieri durante l’udienza chiusasi con un ulteriore rinvio.
Il fascicolo è per omicidio colposo, reato che vede imputato Luigi Giannitrapani, oggi 83enne, ex amministratore delegato dell'azienda dal 1980 al 1983, quando Cottafava era alle dipendenze dell’azienda subendo gli effetti delle polveri d’amianto. Dorando Cottafava era addetto alla movimentazione dei sacchi d'amianto. Subito dopo la morte l'Ausl stilò un rapporto consegnato poi alla procura che ravvisò una notizia di reato giunta ora al procedimento penale davanti al tribunale in composizione monocratica, presieduto dal giudice Rat. Secondo le accuse portate dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi durante la precedente udienza, all'epoca dei fatti sarebbero state molte le mancanze da parte dell’azienda nei confronti dei lavoratori e a svantaggio della loro condizione di salute. Vengono contestati infatti la mancanza di aspirazioni sul luogo di lavoro, la mancata fornitura di dispostivi per la protezione individuale come le mascherine o indumenti idonei, così come la carenza di informazioni sui rischi e sulle protezioni da adottare e sull'omesso controllo sulle stesse.
Al processo non ci sono parti civili. La famiglia Cottafava, davanti al giudice del Lavoro, è già stata risarcita dall'azienda dopo la morte dell'operaio. Il Comune di Rubiera, da sempre vicino alle famiglie delle vittime, segue la vicenda. L'avvocato Riccò, legale dell'amministrazione rubierese, era presente ieri tra il pubblico durante il processo contro Giannitrapani, difeso dagli avvocati Nicoletta e Andrea Garaventa del foro di Genova, luogo di residenza dell'ex manager. Dopo vari testi, ieri è stato sentito Fabrizio Longone, ex capo del personale in Eternit al 1979 al 1986 che ha affermato che le analisi avevano rilevato fibre d'amianto più verso Reggio che nello stabilimento, portato dai camion tramite i ferodi che rilasciavano i residui lungo la strada.
Il giudice, disponendo l’ulteriore rinvio il 21 dicembre, darà l’incarico al consulente che permetterà al tribunale di acquisire un ulteriore parere per il processo, che si affianca agli altri procedimenti contro la multinazionale celebrati in questi anni. (e.l.t.)
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