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Reggio Emilia, l’allarme di Coldiretti: «Basta furti, caseifici sotto tiro»

Reggio Emilia, l’allarme di Coldiretti: «Basta furti, caseifici sotto tiro»

L’appello dopo l’ennesimo colpo alla latteria La Rinascente: «Servono forze e risorse»

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REGGIO EMILIA. «È quanto mai urgente e improrogabile l’impiego di forze e risorse per sventare il traffico illegale che da vita a questi incontenibili furti». È il commento dei vertici di Coldiretti Reggio Emilia, Vito Amendolara, e Assuero Zampini, di fronte ai continui e incessanti furti di Parmigiano Reggiano nelle latterie della nostra provincia. Un fenomeno che ha alzato la soglia di allerta, ma che sembra non ancora distante da una soluzione.

Solo due notti fa, l’ennesimo colpo, alla latteria sociale La Rinascente di via Freddi a Ghiardello, dove la banda del Parmigiano Reggiano ha rubato 35 forme usando un trattore come ariete. «Siamo grati e solidali con le forze dell’ordine che intervengono prontamente – continuano Amendolara e Zampini, ricordando di essere impegnati nel contrastare questo fenomeno – questo, purtroppo, come si può constatare, non basta per contrastare un’organizzazione criminale che ha vie aperte per il commercio del prodotto sottratto. È urgente una forte azione investigativa che smembri la rete commerciale di vendita e di acquisto».

Il Parmigiano Reggiano è un prodotto altamente rintracciabile finché rimane integra la forma, identificata dalla placca di caseina, ma una volta porzionato può percorrere indisturbato le strade malavitose, soprattutto nei periodi natalizi e pasquali.

«Abbiamo posto più volte il tema della legalità e della sicurezza anche con azioni concrete e con una aperta collaborazione con l’Arma dei carabinieri – concludono Vito Amendolara e Assuero Zampini – Una collaborazione indispensabile per contribuire alla disgregazione del fenomeno criminoso e ricreare migliori condizioni alle aziende agricole di fare impresa. Continuiamo nel nostro incessante apporto e solidarietà alle forze dell’ordine. Il furto delle nostre produzioni agricole, oltre a minare l’imprenditorialità agricola danneggia l’intera economia locale e quindi l’intero territorio e la sua comunità».

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