Reggio Emilia, violenza sulle donne: oltre 280 vittime
I dati dei primi dieci mesi del 2016. Al via otto progetti per contrastare il fenomeno. Mori: «Una piaga della nostra società»
REGGIO EMILIA. «I numeri forniti dai Centri che assistono le donne in Emilia-Romagna ci aggiornano su una violenza drammatica che mantiene il suo carattere strutturale e sociale. Dietro questi numeri ci sono donne e minori che devono trovare una risposta sempre più concreta ed efficace, in termini di tutela, sicurezza, autonomia e sostegno psicologico. La Regione la sta dando, attuando la legge quadro con un Piano antiviolenza operativo sui territori, che consolida l’azione dei servizi e mette in campo per la prima volta una massiccia prevenzione». Così la presidente della Commissione per la parità regionale, Roberta Mori, commenta l’esito del bando presentato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere, in programma oggi.
Secondo i dati diffusi, nei primi 10 mesi del 2016 le donne che si sono rivolte al centro antiviolenza della nostra provincia, gestito dall’associazione Nondasola, sono state 291. Fra di esse, 286 hanno subito violenza. Quanto alle azioni di sensibilizzazione per contrastare il fenomeno, in totale sono 52 i soggetti che hanno presentato domanda al primo bando regionale sull’argomento, per il quale sono stati stanziati contributi fino a un totale di un milione di euro. Sono 49 i progetti risultati ammissibili: 27 con capofila Comuni, città metropolitana, province e unioni di comuni, i rimanenti 22 con capofila associazioni e organizzazioni del privato sociale. Nella provincia di Reggio Emilia sono stati presentati e finanziati 8 progetti.
«Ringrazio l’assessora Petitti dell’impegno sull’attuazione della legge quadro per la parità e anche per la scelta di finanziare i progetti coerenti con gli obiettivi del bando: abbiamo bisogno di interventi antidiscriminatori su tutto il territorio regionale - aggiunge Mori – Ringraziamo infine la ministra Boschi per l’impegno sui finanziamenti statali ai Centri antiviolenza e alle Case Rifugio – conclude Mori – che vede assegnare all’Emilia-Romagna oltre 1,5 milioni di euro (la cifra più alta dopo la Lombardia), frutto del lavoro svolto con spirito di collaborazione dalla Regione, dai Centri e dalle associazioni e che ci è di sprone per fare sempre meglio, sino a superare questa piaga sociale».
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