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«Io avevo solo mezzo chilo di hashish»

«Io avevo solo mezzo chilo di hashish»

Il barista Ragni: «Quella droga era per uso personale». Pure i fratelli Mora ieri davanti al giudice: hanno parlato per due ore

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GUASTALLA. «Avevo mezzo chilo di hashish, ma era per uso personale». È questo il sunto della dichiarazione principale pronunciata ieri dal barista 39enne Stefano Ragni, passato dal bancone del locale di Gualtieri che lo aveva reso un volto noto in paese alla cella del carcere la Pulce di Reggio, dove rimarrà in attesa del pronunciamento del giudice per le indagini preliminari Angela Baraldi. Ragni è stato arrestato lunedì scorso in contemporanea con i fratelli Rudy Mora (59 anni) e Marco Mora (53). I tre sono i principali indagati al centro dell’inchiesta affidata ai carabinieri di Parma che ha portato al loro arresto e al sequestro di 5 chili di droga e circa 600mila euro in contanti.

Il barista, difeso dall’avvocato Fabrizio Pancaldi, è stato sentito ieri in tribunale durante l’udienza di convalida della misura avvenuta davanti al sostituto procuratore Stefania Pigozzi, e sulla quale il gip Baraldi si è riservata di decidere nei prossimi giorni. Ragni avrebbe confermato diverse circostanze. Prima di tutto il possesso del mezzo chilo di hashish ritrovato nel suo garage durante la perquisizione. Droga che, si sarebbe giustificato, sarebbe stato per uso esclusivamente personale e non destinata quindi allo spaccio. Sempre nella sua disponibilità è stata trovata anche della cocaina. Pochi grammi sui quali Ragni ha detto di averli solo in custodia.

Prima di comparire davanti al gip, Ragni ha dovuto fare molta anticamera. Prima di lui, sempre in tribunale, sono stati sentiti per l’udienza di convalida anche il parrucchiere Rudy Mora e il fratello Marco, entrambi difesi dall’avvocato Noris Bucchi. Un’udienza lunga due ore, durante la quale i due indagati hanno parlato, tanto e probabilmente in maniera dettagliata.

Le indagini intanto proseguono ed eventuali rivelazioni potranno essere utili a chiudere il cerchio su una storia che, vista la quantità di stupefacente e di denaro, ha lasciato a bocca aperta molti abitanti della Bassa reggiana. L’ingente traffico di stupefacenti ha portato per ora al sequestro di quasi due chili di cocaina, circa un chilo e mezzo di hashish e poco meno di un chilo di marijuana. Anche i contanti trovati fanno sorgere molti dubbi, ma il perimetro dell’indagine non è ancora definito. Anzi. L’operazione vede al centro la zona tra Guastalla e Gualtieri e conta tra gli indagati altre due persone: un benzinaio di Guastalla, Tiziano Scaravelli, e la fidanzata Barbara Rosselli, entrambi liberati dopo gli iniziali arresti domiciliari, come disposto mercoledì mattina dal giudice Alessandra Cardarelli. La posizione dei due fidanzati guastallesi si è momentaneamente alleggerita rispetto all’iniziale misura detentiva, perché sono stati trovati con modiche quantità di hashish in casa, mentre i 10 grammi di cocaina che avevano nell’abitazione sono risultati essere di una terza persona, che ha confermato la circostanza. L’indagine, quindi, vede per ora cinque indagati accertati, in attesa di ulteriori sviluppi da parte degli investigatori parmigiani che operano su Reggio. (e.l.t.)

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