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«Pronti a incatenarci ai macchinari»

di Serena Arbizzi
«Pronti a incatenarci ai macchinari»

San Martino: sulla Cormo riunione infuocata alla Legacoop. La Cgil non firma l’accordo di mobilità: «Prima le garanzie»

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SAN MARTINO IN RIO. Situazione tesa per quanto riguarda i lavoratori della ex Cormo, divenuta Open.Co dopo la fusione con la modenese Coop Legno.

Ieri mattina un centinaio di lavoratori è partito in pullman, assieme al sindaco Paolo Fuccio e ai sindacalisti di Cgil Fillea, alla volta della Legacoop Modena. Si è tenuto un presidio con protesta davanti alla sede, mentre era in corso una riunione. Durante l’incontro, tuttavia, non sono emerse certezze, in particolare relativamente alla ripartenza della produzione nello stabilimento di San Martino in Rio. I lavoratori, inoltre, chiedono maggiori garanzie anche sulla durata del periodo di cassa integrazione, legata all’esercizio provvisorio. Su quest’ultimo aspetto, si attendono chiarimenti da parte del ministero del Lavoro.

Presenti alla riunione, ieri mattina, il presidente di Cores Italia (la società nata dalle ceneri di Coop Legno) Alessandro Ghirardini, Maurizio Maurizi, Rudi Zaniboni, Irene Velotti, Maurizio Maurizi e Mauro Livi di Cgil Fillea, una delegazione di lavoratori, il commissario Livio Trombone, una rappresentanza di Legacoop.

«L’obiettivo rimane quello di fare ripartire i tre stabilimenti, di San Martino in Rio, Modena, Reggio Emilia – ha spiegato Mauro Livi –. Al momento queste condizioni non ci sono. Continua la cassa integrazione, ma non abbiamo avuto tutte le garanzie che vogliamo, necessarie perché si possa pensare alla continuazione delle lavorazioni, per garantire un impiego al maggior numero possibile di lavoratori. Stiamo prendendo accordi con Legacoop per fissare un incontro specifico in cui chiarire come ripartiranno gli stabilimenti».

La Cgil reggiana, poi, a differenza dei sindacati di Modena e Bologna, non ha sottoscritto la richiesta di mobilità volontaria. «Prima vogliamo che ci siano tutte le garanzie per i lavoratori – afferma Irene Velotti, Cgil Fillea –. La garanzia della ripartenza del settore porte dovremmo averla. Quello che ribadiamo è che non vogliamo che arrivi un investitore che porti via la produzione da San Martino in Rio: piuttosto ci incateneremo ai macchinari».

Durante il presidio, i lavoratori hanno esibito numerosi cartelli con scritte inequivocabili, tra cui “Bugiardi” e “Traditi”: messaggi rivolti alla Legacoop. Il sindaco Paolo Fuccio ha accompagnato gli addetti Cormo in pullman e ha partecipato alla riunione.

«Il mio intervento è stato pacato ma deciso e, soprattutto, a difesa dei lavoratori – sottolinea Fuccio –. Si devono confrontare i piani industriali di Modena e Reggio Emilia per mettere a punto dei progetti che possano garantire occupazione e progetti condivisi. Speriamo di avere messo un altro tassello: vogliamo vedere quelle porte e quei serramenti ritornare a uscire dallo stabilimento sammartinese». Da Legacoop fanno sapere che «pur non essendo previsto nessun incontro ufficiale, Legacoop Estense e il commissario Trombone si sono resi disponibili ad accogliere la delegazione. Nell’occasione ai presenti è stato ribadito che il lavoro sta procedendo come previsto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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