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Reggio terra di conquista per gli stranieri

di Enrico Lorenzo Tidona
Reggio terra di conquista per gli stranieri

Multinazionali all’assalto delle imprese di medie dimensioni: gestiscono oltre 1 miliardo di fatturato prodotto in provincia

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REGGIO EMILIA. I formaggi della Nuova Castelli, i motori della Lombardini, le cover per gli smartphone della Cellular Line, i sistemi elettronici per auto di Meta System, il gres porcellanato della Ceramiche Rondine. Sono alcune delle punte di diamante del sistema reggiano comprate da multinazionali straniere. Dall’agroalimentare all’industria primaria fino alle ceramiche e all’elettronica, siamo ormai terra di conquista. Gli azionisti stranieri hanno in mano oltre 1 miliardo di fatturato prodotto a Reggio, che nel panorama nazionale è particolarmente appetibile perché realtà densa di opportunità per chi ha capitale e prospettive globali di sviluppo. L’ultimo caso in ordine di tempo è certamente la cessione dell’80% dei business Brevini Power Transmission e Fluid Power alla Dana Incorporated. L’acquirente è un colosso che sfrutta una recente debolezza industriale dell’azienda reggiana, per superare la quale si rende necessario il passaggio al livello superiore. L’evoluzione del business richiede però ingenti investimenti e sinergie a livello mondiale. Ed è qui che i reggiani perdono il tratto e sono “costretti” a vendere. A Reggio ci sono ottime aziende di media dimensione - le cosiddette multinazionali tascabili - e poderose filiere che non si sono mai integrate verso un vertice unico con azionista di riferimento. È una nostra caratteristica.

Dana, si è già avuto modo di dire nei giorni scorsi, è leader mondiale nella fornitura di tecnologie altamente ingegnerizzate per trasmissioni. Oltre 100 anni di storia, sede nell’Ohio, 23.000 addetti in 25 paesi su sei continenti con vendite 2015 per oltre 6 miliardi. Il gruppo dei fratelli Brevini ha 2.400 dipendenti nel mondo e 380 milioni di ricavi. Messi a confronto si capiscono i pesi e le misure differenti. La risposta ideale per i clienti di Brevini, ha detto lo stesso presidente Renato Brevini, sta in Dana, «un'azienda che offre valore vero grazie a impegno e innovazione». A otto anni dalla cessione agli americani della Kohler, la ex Lombardini - tra le più celebri fabbriche meccaniche reggiane - ha perso i colori sociali, segno della transizione definitiva dei motori sotto l’egida del l’azionista americano. Anche Cellular Line spa (154 milioni di ricavi nel 2015 e 176 dipendenti), ha passato il controllo tramite la cassaforte Ginetta spa a Dvr Capital e L Capital, fondi sponsorizzati dal Gruppo francese Luis Vuitton. Un ricco accordo per le famiglie Foglio e Aleotti, fondatrici dell’azienda valutata circa 200 milioni di euro.

La Ceramiche Rodine di Rubiera (74 milioni di ricavi nel 2015 e 270 dipendenti) sempre nel 2013 è passata ai turchi di Seramiksan, uno dei maggiori produttori di ceramica in Asia Occidentale. Nuova Castelli, com’è noto, è l’ultimo vero colpo di mercato messo a segno due anni dal fondo inglese Charterhous Capital Partners che ha messo sul piatto 300 milioni di euro. Senza scordare un pezzo pregiato come Meta System, passato ora a Deren, società cinese quotata a Shenzhen con quasi 2 miliardi di euro di capitalizzazione che ha il 60% dell’azienda reggiana.

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