Black Friday, un successo a metà
Cauti i commercianti ma c’è anche chi si è alzato all’alba per acquistare scontato l’ultimo Apple Watch
REGGIO EMILIA. «Funziona? Insomma, va». Il giudizio dei commercianti e dei cittadini resta sospeso, ma senza dubbio l'invenzione tutta americana di creare poco prima di Natale una giornata dedicata agli sconti piace. Il Black Friday, nome utilizzato per non ricorrere alla traduzione letterale in italiano di “venerdì nero”, che evoca scenari tragici in borsa e non solo, è la tradizionale giornata degli sconti importata dagli Usa e che cade il giorno successivo alla festa del ringraziamento e cioè il 25 novembre. Arrivata massicciamente in Italia per la prima volta quest'anno, a Reggio pare funzionare anche se a macchia di leopardo.
In molti negozi il Black Friday si prolungherà fino a domani sera. E sarà interessante capire aprendo le casse se, come ha detto più di un commerciante, «ha una sua utilità perché possiamo arrivare a Natale senza promozioni anticipate», o come hanno sostenuti altri, «funziona solo per le grandi catene e nelle grandi città».
Prima che il Black Friday diventi un appuntamento fisso ed entri nella nostra cultura, avrà bisogno di tempo. Come è accaduto per Halloween che però alla fine ha vinto. «Tutto quello che arriva dall'America attacca anche in Italia e molti dei nostri contatti sono arrivati tramite internet» ci spiegano i fratelli Luca e Daniele Tamagnini, dell'omonimo negozio di calzature in via Emilia San Pietro che, tutto sommato, sono soddisfatti. La giornata degli sconti, la cui diffusione ha viaggiato molto in rete in particolare con il sito di Amazon che ha fatto da traino per tutti, a Reggio ha attecchito soprattutto nei centri commerciali e nella parte centrale della via Emilia. Bastava infatti percorrere qualche centinaio di metri a est e a ovest di piazza del Monte per veder sparire dalle vetrine le vetrofanie “Black Friday - 20%” (e qualcuno è arrivato al 30%).
Eppure ieri in via Emilia non mancavano i reggiani arrivati appositamente per fare acquiti sfruttando gli agognati sconti. Giovani soprattutto. Come Greta Belloni, che è uscita apposta per fare acquisti scontati o come Silvia Fantini che approfittando del fatto che ieri era festa a Guastalla per Santa Caterina è venuta in centro e ha fatto shopping «per poi scoprire alla cassa che c’erano gli sconti». Mentre Maria e Rosaria liquidano l'esperienza con un «ma in America è diverso, lì gli sconti ci sono davvero, non come a Reggio». Ma c'è anche chi si è alzato alle sette del mattino («di solito mi alzo alle 8.30» ci ha confessato la ventitreenne Martina Rossi) per essere «la prima davanti alle cassa di Unieuro, per acquistare a prezzo scontato l'ultimo modello dell’Apple watch».
Ogni negozio ha declinato il Black Friday a proprio modo. Come Marella con uno sconto del 50% sul secondo capo acquistato (quello meno caro) o Camicissima con un omaggio a fronte di un acquisto superiore a 199 euro e Unieuro che ha applicato lo sconto del 25% su tutti i prodotti, ma su una spesa minima di 299 euro e chi come Casimiro – sotto l’isolato San Rocco dove tutti gli esercenti hanno aderito alla iniziativa – che ha applicato lo sconto del 20% solo sui prodotti esposti nelle quattro vetrine. Altri invece come Oscar hanno applicato lo sconto del 20% su tutto. «È la prima volta che lo facciamo – spiega il titolare Oscar Galvan – noi non abbiamo mai fatto i saldi e tutto sommato sta andando bene». Fuori dal coro Bruno Genitoni, titolare di Gazzotti Sport che dice: «Sono 10 anni che per San Prospero applichiamo uno sconto del 20%, ma è dura competere con siti dove gli sconti vanno dal 40 al 60% e si fa fatica a lavorare. Negli Usa gli sconti sono da manicomio e solo i grandi marchi possono permetterseli. Rispetto al Black Friday manca la mentalità nei clienti e negli stessi commercianti».
Che però stanno imparando in fretta a cogliere al volo l’occasione di portare clienti in negozio prima delle festività.
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