«Il sindaco manda avanti l’opposizione»
Correggio, il M5S: «L’amministrazione ha chiesto a Ferrari della lista civica di presentare un sollecito sul fallimento»
CORREGGIO. Un ordine del giorno presentato dal consigliere Enrico Ferrari, della lista civica “Correggio al centro”, per richiedere «azioni per la gestione attiva del fallimento En.Cor da parte del liquidatore». Per domandare, in altre parole, che si interrompa il limbo in cui è sprofondato il fallimento dell’ex partecipata del Comune di Correggio. Questo il punto principale del documento elaborato da Ferrari che, come risulta da diverse indiscrezioni che trovano conferma negli ambienti politici, dovrebbe essere votato anche dalla maggioranza durante il prossimo consiglio comunale che si terrà mercoledì. Larghe intese che fanno dapprima sorridere e, subito dopo, salire all’attacco il Movimento 5 Stelle, unica forza politica che ha annunciato di schierarsi contro l’ordine del giorno. «Non ha senso la richiesta, che noi crediamo sia stata fatta da parte dell’amministrazione, di scrivere e presentare questo documento perché sia presentato in seconda fase in consiglio comunale per l’approvazione – attacca Mauro Pernarella, consigliere comunale del Movimento 5 stelle –. Non ha senso, infatti, che una richiesta di questo tipo arrivi dalle minoranze perché sia approvata in modo quasi unanime. Questo ordine del giorno avrebbe potuto tranquillamente scriverlo la giunta e proporlo in consiglio: si tratta del bene della città. Non vedo quale sia il problema nell’agire in modo trasparente...».
Scorrendo le pagine del documento, è possibile rivivere alcune delle tappe fondamentali di En.Cor, dichiarata fallita il 24 gennaio del 2014. Nel testo, si ricorda che «i crediti delle banche finanziatrici della fallita rappresentano l’assoluta maggioranza, nell’ordine dell’80% dell’intero passivo ammesso al fallimento».
L’ordine del giorno chiede che si assumano «iniziative volte a richiedere all’autorità competente la soluzione della situazione di stallo venutasi a creare, nel caso in cui perdurasse il ritardo e l’omissione da parte della curatela, di quelle attività necessarie volte alla liquidazione dell’attivo, determinando così conseguenze gravi e irreparabili». Si chiede, in sostanza che si solleciti il curatore del fallimento a procedere alla liquidazione dei beni dell’attivo del fallimento En.Cor. Ancora, l’ordine del giorno, impegna il sindaco e la giunta a «porre in essere tutte le attività necessarie per ottenere informazioni utili in relazione alle attività poste in essere dal curatore del fallimento En.Cor». Inoltre, «in caso di ritardo o inadempienza del curatore» si impegnano sindaco e giunta «ad attivarsi per chiederne la revoca». Infine, si domanda che vengano valutate «azioni di responsabilità nei confronti del curatore del fallimento nell’eventualità in cui si ravvisasse che ritardi, omissioni, inadempimenti abbiano procurato danno, sotto qualsiasi natura, all’ente».
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