Gazzetta di Reggio

Reggio

CLIMA ROVENTE

Vandali bipartisan a Luzzara Condanna di Anpi e sindaco

Vandali bipartisan a Luzzara Condanna di Anpi e sindaco

LUZZARA. Dagli schermi televisivi, il clima avvelenato della campagna referendaria s’è propagato anche qui. Lo spettacolo dei manifesti strappati e dei tabelloni elettorali imbrattati è avvilente. Di...

2 MINUTI DI LETTURA





LUZZARA. Dagli schermi televisivi, il clima avvelenato della campagna referendaria s’è propagato anche qui. Lo spettacolo dei manifesti strappati e dei tabelloni elettorali imbrattati è avvilente. Di notte qualcuno ha strappato le affissioni altrui e usato abusivamente lo spray nero. A Villarotta è comparsa la scritta “vota no”, a Luzzara l’esortazione “votiamo sì”. La reazione, però, non s’è fatta attendere. I comitati locali si dissociano a una voce. Simone Lasagna, presidente dell’Anpi luzzarese, presiede quello del no. Il sindaco del Pd Andrea Costa fa parte di quello del sì.

«Condanniamo insieme questi gesti – dicono in un comunicato congiunto – perché vogliamo far sapere a questi idioti che il loro tentativo di avvelenare la campagna elettorale nella nostra comunità è fallito». Entrambi sottolineano l’eredità storica che li unisce: «Noi siamo i figli – sottolineano – dei martiri partigiani che ci hanno regalato la democrazia e la democrazia prevede che si possano avere idee differenti ma non venga meno il rispetto. Benché fortemente appassionati a idee contrapposte non devono mai venire meno confronto e dialogo». Non sono frasi di circostanza. Nelle scorse settimane gli esponenti dei due comitati si sono trovati in piazza fianco a fianco con i loro banchetti senza fare faville. Anzi: «Non sono mancate – riferiscono – le occasioni di scambiarsi reciproci favori. Chi poteva dava una mano all’altro ad allestire il proprio stand». Addirittura s’è visto lo stesso Lasagna che, mentre attaccava i propri manifesti, ha passato una mano di colla in più su quelli di segno opposto che rischiavano di staccarsi. I due comitati mettono al bando gli insulti e le demonizzazioni in nome della democrazia: «Vogliamo – scrivono – che i cittadini arrivino a votare numerosi e ciascuno con un’opinione ben informata, perché sappiamo che il giorno dopo il referendum ci troveremo ancora insieme, sulla stessa piazza, a lavorare per il bene della comunità». (l.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google