Visite guidate nella culla del Parmigiano Reggiano
L’occasione è stata il lancio nel territorio di Bibbiano del progetto Prati-Co Obiettivo definire le linee guida per una buona gestione dei terreni
BIBBIANO. Si è svolta nei giorni scorsi una singolare e piacevole iniziativa di promozione del Parmigiano Reggiano e del territorio nel quale questo formaggio è nato e si produce. Una formula di comunicazione singolare e forse più incisiva di tanti spot televisivi visto che una folto gruppo di giornalisti provenienti da tutta Italia è stato accolto nella culla del grana e accompagnato alla scoperta del cuore della produzione del re dei formaggi. L’iniziativa è stata definita una conferenza itinerante visto che si è svolta a bordo di in un pullman che partendo dal municipio di Bibbiano ha accompagnato giornalisti, ma anche tecnici, alla scoperta delle aziende e dei prodotti locali.
L’occasione è stata il lancio del progetto Prati-Co relativo all’impronta carbonica nella produzione del Parmigiano Reggiano. Un’iniziativa voluta del Gruppo Operativo Innovativo, che per la Regione Emilia Romagna è un raggruppamento temporaneo di imprese del settore agricolo che decidono di lavorare in sinergia per il raggiungimento di un obiettivo comune, Prati-Co nato nella nostra provincia. Prati-Co è il gruppo operativo costituito da Centro Ricerche Produzioni Animali (Crpa), Consorzio Bibbiano “La Culla” e cinque aziende collegate alla produzione di Parmigiano Reggiano del territorio di Bibbiano.
L’obiettivo principale è quello di dimostrare il ruolo fondamentale svolto dai prati stabili polifiti, tipici dell’alta pianura tra la provincia di Reggio e quella di Parma, nella sostenibilità ambientale della produzione di Parmigiano Reggiano.
Lo scopo della visita di cinque aziende zootecniche ha avuto lo scopo di favorire il confronto, lo scambio di conoscenze e di opinioni, oltre a dare risposta a quesiti che vanno spiegati soprattutto a chi non conosce così da vicino la realtà del Parmigiano Reggiano. Il tutto favorito da una straordinaria ospitalità che non poteva non fare sfoggio di piacevoli momenti di degustazione di latte, torta di riso, erbazzone, torte casalinghe, lambrusco, tosone ed ovviamente Parmigiano Reggiano, gnocco fritto e salumi. Il gruppo ha visitato l’azienda Pelosi, l’azienda Caracena, l’azienda Chierici, l’azienda La Valle e l’azienda Scalabrini nella quale è avvenuta l’apertura contemporanea di tre forme di Parmigiano Reggiano Dop marchiato La Culla. Tutte queste aziende fanno parte del Goi-Prati-Co costituitosi ufficialmente il 21 settembre scorso grazie al finanziamento del Programma di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna.
L’obiettivo di Prati-Co è anche quello di quantificare l’impronta carbonica nell’intero processo di produzione del Parmigiano Reggiano partendo dal suolo, al fine di definire le linee guida volte alla migliore gestione dei suoli per il mantenimento della sostanza organica e il sequestro di carbonio da parte delle colture e grazie alla buona gestione agronomica delle stesse. I prati stabili polifiti d’altro canto sono sinonimo di eccellenza e biodiversità, rappresentano una nota caratteristica del nostro paesaggio rurale e soprattutto non vengono arati per lunghissimi periodi: ne esistono anche ultracentenari e presentano una grande varietà di erbe ed essenze producendo ottimo foraggio per l’alimentazione bovina. Tutto questo contribuisce a conferire i profumi e gli aromi distintivi e caratteristici del Parmigiano Reggiano. Non da ultimo è bene sapere che i prati stabili contribuiscono all’arricchimento in sostanza organica dei suoli e al contenimento delle emissioni di anidride carbonica nell’aria.
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