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Il maltempo si allontana, la Bassa Reggiana si prepara alla piena del Po

Andrea Vaccari e Mauro Pinotti
Il maltempo si allontana, la Bassa Reggiana si prepara alla piena del Po

Le ultime stime sono al ribasso. Molto probabilmente non si arriverà ai 7,50 metri, ovvero il livello di criticità 3

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REGGIO EMILIA. Il meteo delle ultime ore ha diminuito l'allerta. E il fatto che i fiumi affluenti non apportino ulteriore acqua lascia ben sperare. Secondo le ultime stime, quella attesa per lunedì mattina sarà una piena inferiore a quella del 2014, con un livello che si dovrebbe assestare non oltre i 7 metri e mezzo. 

Un livello tale da scongiurare l'ipotesi di un'evacuazione della frazione di Ghiarole a Brescello, presa in considerazione in via precauzionale nei giorni scorsi, quando si temeva l'arrivo di un'ondata d'acqua superiore.

Un rischio che, nel caso in cui continuerà il bel tempo, sembra tramontato del tutto tramontato.

I dati sono stati confermati nel corso del vertice di ieri che si è svolto in prefettura. I sindaci dei Comuni rivieraschi, insieme al presidente della Provincia Giammaria Manghi, i vertici della Protezione civile e Aipo hanno fatto il punto della situazione in merito a ciò che avverrà sul tratto reggiano del Po.

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«Il transito del colmo al ponte della Becca di Pavia, intorno a ieri mattina – spiega Federica Manenti, responsabile della Protezione civile reggiana – ha permesso di capire con più precisione quali saranno le caratteristiche di questo fenomeno: senza dubbio verrà superato il livello di guardia (soglia 3) di 6,50 metri, di circa un metro.

Al superamento della soglia 2 (5,50 metri) nei Comuni verranno aperti i Coc (cioè i centri operativi comunali) che si attiveranno questa mattina alle 9. Dunque, l'innalzamento del livello del fiume interesserà le golene aperte, mentre per quanto riguarda le golene chiuse verrà fatta una valutazione nelle prossime ore». La piena di quest'anno assomiglia a quella del 2014 in quanto l'innalzamento del livello è stato determinato dagli affluenti piemontesi.

Fortunatamente, questa volta gli affluenti emiliani e i laghi lombardi non hanno ulteriormente fatto confluire acqua: in quel caso, si sarebbe potuta configurare una situazione ben più critica di quella di due anni fa, quando il livello toccò quota 8,18 metri.

Ieri mattina il volontariato di protezione civile si è riunito presso la sede del Coordinamento provinciale in via della Croce Rossa, a Reggio. Sono numerose le forze che si preparano ad entrare i campo: circa 250 sono specializzati negli interventi relativi al rischio idraulico; a corollario ci sono i volontari per le cucine di emergenza, logistica, segreteria e operatori-radio. In totale, si muoveranno almeno tra le 300 e le 500 persone.

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I mezzi. Anche le attrezzature messe in campo sono consistenti: verrà predisposta la nuova insacchettatrice, vi saranno due mezzi pesanti che trasporteranno i sacchi dove ce ne sarà bisogno e sono inoltre predisposte le torri-faro per illuminare le zone a rischio durante la notte. La segreteria del Coordinamento di Protezione Civile della Provincia resterà aperta a supporto delle associazioni rivierasche per i prossimi tre-quattro giorni.

«Siamo pronti per sostenere gli enti impegnati sul territorio – dichiara il presidente Volmer Bonini – e stiamo predisponendo le adeguate turnazioni per affrontare la piena. Stavolta, grazie anche alle conoscenze acquisite e all'esperienza maturata nel corso degli anni, ci muoviamo in modo molto più sinergico fra di noi».

Cosa succede al “Fogarino”. A Guastalla il picco della piena è atteso per la nottata di lunedì e sarà continuamente monitorato fino al cessato allarme. Tuttavia, per evitare brutte sorprese, il titolare della birreria “La quadra” Marco Lupi e Guido Chiericati del “Peace in Po”, già da ieri pomeriggio si sono attivati per trasferire mobili, tavoli, frigoriferi e attrezzi in un luogo sicuro.

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Intorno alle 15, nella sede provvisoria del Comune di Guastalla, in via Castagnoli, si è svolta una riunione nel corso della quale è stata decisa l'apertura del Coc (Centro operativo comunale), alla presenza di tutte le rappresentanze istituzionali per l'emergenza al fine di coordinare eventuali interventi.

«Le golene aperte saranno interessate dall’ingresso delle acque – scrive l’Aipo in una nota – e si raccomanda la massima attenzione e prudenza nelle aree prospicienti il fiume. Riguardo alla navigazione fluviale, dopo le verifiche di queste ore, viene raccomandata la cauta navigazione per elevata velocità della corrente, materiale flottante e ridotti tiranti d’aria sotto i ponti, nel tratto emiliano del fiume Po».

I curiosi. Intanto per tutta la giornata di ieri, una folla di curiosi ha riempito il passaggio pedonale che dal “Peace in Po” porta sul ponte in legno del torrente Crostolo. Tutti ad immortalare con macchine fotografiche, smartphone e tablet la piena del Po.

Lo scorrere delle acque, ad una velocità di circa 10-15 km/h misurata con un contachilometri installato su una bicicletta che viaggiava alla velocità della corrente, era impressionante. La forza dell'acqua, in mezzo alla schiuma giallastra simile a pezzi di poliuretano espanso, trasportava tronchi, ammassi di legna, formava vortici e mulinelli scuotendo i pali del pontile.

La corrente. Gli ormeggi delle poche imbarcazioni legate nel piccolo porto sono state rinforzate. E c'è stato, ieri mattina, chi, sfidando la forte corrente, è sceso in acqua con la propria canoa, pagaiando controcorrente, per percorrere pochi centimetri al colpo col rischio di restare senza fiato in breve tempo. Sotto il ponte del torrente Crostolo, nel punto esatto in cui si getta del Po, altri vortici e mulinelli e tanta schiuma.

E si vedeva chiaramente come la forte corrente determinata dalla piena riuscisse a prevalere su quella del più debole immissario. Dunque una piena tenuta costantemente sotto controllo.

Anche a Luzzara si attende la piena. Verrà probabilmente evacuata – come ha fatto sapere il sindaco Andrea Costa – l’area del Fogarino in cui vi sono alcune abitazioni ed un centro ippico.

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