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È morto Nino, il libraio di Reggio Emilia

di Enrico Lorenzo Tidona
È morto Nino, il libraio di Reggio Emilia

Nasi aveva 89 anni, da oltre mezzo secolo titolare della Libreria del Teatro, scopritore di talenti del calibro di Tondelli

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REGGIO EMILIA. In oltre mezzo secolo di lavoro condensato in pochi metri quadrati aveva creato un labirinto culturale delimitato da cataste di libri. Fuori dalla porta della sua minuscola bottega, la Libreria del Teatro di via Crispi, scorreva la realtà quotidiana ma bastava varcare quella soglia per venire catapultati nel mondo delle parole. Quando ne uscivi eri certo di aver compiuto un’esperienza. Oltre 50 anni di vissuto scandito dalle lettere stampate nelle migliaia di volumi impolverati e custoditi da Italo Nasi, per tutti Nino, il libraio di Reggio Emilia, commerciante storico scomparso ieri dopo una lunga malattia, e che con la sua bottega nutrì generazioni di giovani menti.

Nasi, già da tempo assente dietro il banco, lascia la moglie Rina e la figlia Patrizia, quest’ultima sostituitasi a lui in negozio. Quell’ammasso di libri è diventato nel tempo una casa delle cultura reggiana, alternativa rispetto ai circuiti canonici e istituzionali, e che ha perso da ieri quel viso che spuntava arcigno dal banco ingombro di carte e contornato da quadri e piccoli ricordi. Lì aveva scoperto e poi coltivato artisti del calibro del correggese Pier Vittorio Tondelli. «Nasi è stato un amico della cultura semplicemente amando la cultura, alla sua maniera fuori dagli schemi, animato da un’intelligenza critica che non faceva sconti e non si aspettava sconti da nessuno» ha scritto ieri in una nota Luca Vecchi, sindaco della città che piange la scomparsa di Nino, deceduto dopo un peggioramento delle condizioni di salute. «Una “merce” spesso rara oggi. Per questo molti gli sono stati amici e hanno aiutato la sua attività in passaggi magari non semplici restando, come lui, lontani dai riflettori». «Stamattina mi hanno dato la notizia della morte di Nino Nasi, il libraio da cui ho imparato a leggere - ha scritto ieri Giovanni Spadaccini, oggi titolare della libreria I Libri Risorti, una delle giovani leve cresciute sull’esempio di Nasi - Quello che a 14 anni mi faceva leggere Burroughs e Ginsberg, e poi Camus e Canetti. Ho trascorso l'adolescenza con lui e se faccio questo mestiere è anche grazie a lui. Aveva scoperto e fatto pubblicare Tondelli. Era intrattabile come pochi, ma gli volevo bene».

Fra gli scaffali della Libreria di via Crispi, campeggia da un pezzo la bellissima foto di Costa e Tondelli, ritratti fra quegli stessi libri, vicino alla raccolta degli “ex Voto” e a quella delle edizioni, in decine di lingue e dialetti, del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: due passioni di Nino Nasi collezionista. «C’è tanto della nostra città nella vita di Nino Nasi e della sua Libreria, tanto che egli ci ha lasciato e che vogliamo continui a vivere con tutti noi» conclude il sindaco Luca Vecchi.

I funerali sono stati fissati per domani pomeriggio alle 14.30 a Coviolo.

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