Tumori, 30.900 i nuovi casi nel 2016
I dati regionali diffusi dall’Azienda ospedaliera in occasione del convegno internazionale di lunedì e martedì prossimi al Core
REGGIO EMILIA. «Nel 2016 in Emilia Romagna sono stimati complessivamente, 30.900 nuovi casi di tumore» che vedono coinvolti «15.700 uomini e 15.200 donne». Sono i dati diffusi dall'Azienda ospedaliera di Reggio Emilia in occasione del primo convegno internazionale sui “Bisogni della ricerca clinica e traslazionale in Oncologia” in programma lunedì e martedì prossimi al Core presso l'Azienda ospedaliera Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Grazie alle campagne di prevenzione e alle nuove terapie a disposizione, viene osservato, «il 60% dei pazienti sconfigge la malattia, percentuale che raggiunge il 70% nelle neoplasie più frequenti». Proprio alle cure innovative è dedicato il summit reggiano in cui si confronteranno i maggiori studiosi europei e nord-americani del settore.
«I centri di ricerca della Regione hanno offerto un contributo fondamentale negli studi internazionali sulle nuove molecole - spiega il dottor Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom-Associazione Italiana di Oncologia Medica e direttore dell'Oncologia Medica dell'Irccs di Reggio Emilia -. Pensiamo a due neoplasie a forte incidenza come quelle del colon-retto e del seno, rispettivamente con 4.100 e 4.200 nuove diagnosi stimate in Emilia-Romagna nel 2016». A giudizio di Pinto «non solo riusciamo a individuarle con lo screening in fase precoce e a guarirle grazie a terapie innovative, ma è possibile migliorare anche la sopravvivenza nella fase metastatica in modo significativo per effetto di trattamenti sempre più efficaci. Nel colon-retto avanzato - conclude - in 15 anni è passata dai 6-9 mesi agli attuali 30-36 e nel tumore al seno l'effetto combinato di screening e terapia adiuvante ha contribuito a ridurre la mortalità del 30%».
Proprio su queste due neoplasie si svolgeranno le letture magistrali del dottor Corrado Boni per anni direttore dell'Oncologia di Reggio Emilia e del ricercatore Maurizio Scaltriti, guida dello Human Oncology and Pathogenesis Program in uno dei più importanti centri del mondo, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. A entrambi sarà assegnato un prestigioso riconoscimento, il primo Core Oncology Award 2016. Al primo per gli studi decisivi sulla terapia adiuvante del carcinoma del colon e al secondo per gli studi su eterogeneità cellulare, resistenze e risposta alle terapie.
Gli sforzi della ricerca oggi sono concentrati sul riconoscimento di molecole che possono predire una risposta ai trattamenti oppure che possono costituire il bersaglio di nuove terapie il più possibile mirate e specifiche. «Caratterizzazione molecolare e immuno-oncologia stanno cambiando lo standard del trattamento in molte neoplasie - conclude il dottor Pinto -. Nel corso del convegno approfondiremo anche le nuove prospettive nella cura dei tumori del seno e dell'ovaio, del polmone, delle neoplasie genito-urinarie e gastrointestinali. Infine realizzeremo un focus sul tema della sostenibilità di questi trattamenti con un confronto fra clinici e pazienti».
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