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montecchio, incontro con gli studenti del d’arzo

Bulega sulle orme di Valentino «Sogno di arrivare alla Moto Gp»

Bulega sulle orme di Valentino «Sogno di arrivare alla Moto Gp»

MONTECCHIO. Un successo di pubblico che ha coinvolto anche numerosi appassionati esterni al D’Arzo. E’ il risultato della mattinata in compagnia dei “Montecchiesi nel mondo delle corse”, che ha...

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MONTECCHIO. Un successo di pubblico che ha coinvolto anche numerosi appassionati esterni al D’Arzo. E’ il risultato della mattinata in compagnia dei “Montecchiesi nel mondo delle corse”, che ha portato all’aula magna dell’istituto montecchiese diversi personaggi locali, tra cui spiccava Nicolò Bulega, nato a Montecchio nel 1999, motociclista dello Sky Racing Team VR46 di Valentino Rossi, che ha chiuso al 7° posto il suo primo campionato di Moto3. All’incontro con gli studenti del D’Arzo, organizzato dall’associazione culturale “La Vecchia Montecchio”, hanno preso parte anche il sindaco Paolo Colli e la comandante della polizia municipale Cristina Caggiati, che hanno rimarcato l’importanza della sicurezza stradale. Davanti a quasi 200 persone, Bulega, i rallisti Davide Cagni e Zelindo Melegari; i regolaristi Iones e Mauro Bigliardi e il campione di mountain bike, specialità Downhill, Simone Medici hanno risposto alle domande dal pubblico sul tema della sicurezza stradale, ma non solo. «Il futuro ora non riesco ad immaginarlo – ha spiegato Bulega – anche se il sogno di tutti i motociclisti è arrivare alla Moto Gp. Spero tra vent’anni di poter raccontare di averci provato». Figlio di un ex campione delle moto, Davide Bulega, Nicolò si è dimostrato ragazzo semplice e, a tratti, anche timido. «Se si cucca ad essere pilota di Moto3? Beh, diciamo che non è essenziale, ma aiuta». Molto diplomatico sulle domande scottanti: «Valentino Rossi? Sappiamo tutti com’è andata l’anno scorso. Ma Vale è ancora competitivo alla grande».

«Il mio rapporto con Fenati? A inizio stagione c’è stato qualche screzio – ha glissato Bulega, tralasciando i problemi avuti con l’ex compagno di squadra – ma poi abbiamo sistemato le cose».

«La scuola? L’ho lasciata per dedicarmi alla moto. Ma ho poi proseguito da privatista, scegliendo le lingue, perché nel mio mestiere conoscerle è importante. Però non parlo inglese, ma lo capisco», ha scherzato il campioncino montecchiese. Anche Simone Medici ha ricevuto molte domande. «Sembriamo tutti matti – ha detto l’aiolese – ma in realtà nel nostro sport sappiamo perfettamente fin dove possiamo spingerci e fin dove rischiare. Alla vita ci teniamo, ed i nostri abbigliamenti sono creati per tutelarci».

In precedenza, proprio su questo argomento, Cristina Caggiati aveva rimarcato come «lo sport che tutti questi ospiti praticano viene sempre affrontato con sicurezza. Cintura, casco e tutte le accortezze necessarie vengono sempre attivate prima di ogni allenamento o impegno in gara. Per questo ricordo a tutti che cintura e buone abitudini alla guida sono di aiuto alla salvaguardia della vita, propria e degli altri». Alla fine, Bulega è stato sommerso dai fans desiderosi di farsi fotografare con lui e ricevere un autografo da colui che tanti indicano come futuro campione del motociclismo.

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