Morto nel rogo, rintracciata la badante
La donna è stata sentita ieri mattina dalla polizia insieme a una seconda colf. Oggi il pm Pigozzi si pronuncerà sull’autopsia
REGGIO EMILIA. Lavorava a casa di Antonio Algeri, l’83enne ex direttore di banca morto sabato a causa di un incendio scoppiato nel suo appartamento, solo il sabato e la domenica. E nemmeno il figlio dell’uomo conosceva le sue generalità. Per questo le operazioni di ricerca della badante che aveva dato l’allarme prima di sparire nel nulla hanno richiesto alla polizia più tempo del solito. Alla fine però, ieri mattina, la donna è stata rintracciata e sentita come persona informata sui fatti. Insieme a lei un’altra domestica che lavorava a casa dell’uomo dal lunedì al venerdì. Così, se all’inizio le testimonianze dei presenti erano discordanti circa l’esatta posizione della colf al momento dell’incendio, il colloquio con gli agenti ha levato ogni dubbio. La donna, infatti, sabato non era ancora entrata nell’appartamento e, una volta visto il fumo, ha avvisato i vigili del fuoco e fermato i ragazzi che hanno poi provato inutilmemte a sfondare la porta di casa di Algeri per salvarlo.
In seguito la donna, dopo essere rimasta un po’ davanti al palazzo di via Timavo, se n’è andata. Da qui l’impossibilità da parte della polizia di sentirla sul momento e l’esigenza di ascoltare la sua versione dei fatti, considerando le testimonianze che parlavano della sua presenza al momento dell’incendio.
Restano però ancora molti dubbi da chiarire sulla morte del pensionato, a partire dalle cause che avrebbero dato origine all’incendio e poi perché l’ex direttore di banca non ha tentato di scappare dalle fiamme? Proprio per fare luce su questi interrogativi oggi il pm che si occupa del caso, Stefania Pigozzi, potrebbe orientarsi a chiedere l’autopsia. Nel frattempo il pubblico ministero ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato e ovviamente senza indagati. Molto, nel decidere o meno se effettuare l’autopsia, dipenderà dalla relazione della squadra mobile e da quanto riferirà il medico legale che sabato aveva già effettuato un primo esame sul corpo dell’uomo.
L’appartamento – al secondo piano del condominio di viale Timavo – è stato messo sotto sequestro, proprio perché va ancora chiarito come siano state innescate le fiamme che hanno dilaniato il corpo dell’83enne. Quando sono giunti sul posto i vigili del fuoco e i poliziotti hanno trovato la porta dell’appartamento chiuso e l’anziano bruciato in più parti del corpo privo di vita su una poltrona nel salotto.
Fino a che non si deciderà come procedere con la salma di Algeri non si potranno disporre i funerali dell’uomo, molto conosciuto nel palazzo e nella zona, in cui abitava dagli anni Sessanta.
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