Qualità della vita, siamo al sedicesimo posto
Nella classifica di Italia Oggi la nostra provincia sale di due posizioni, ma resta ancora dietro Parma
REGGIO EMILIA. Al sedicesimo posto, in prima fascia con un punteggio di 778,58, in salita di due posizioni rispetto all’anno scorso. È quanto emerge dalla classifica annuale sulla qualità della vita di ItaliaOggi e dell’Università La Sapienza, pubblicata oggi, che prende in considerazione una serie di indicatori: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione,servizi finanziarie scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. È Mantova la provincia italiana dove si vive meglio, seguita da Trento e Belluno. Crotone è la peggiore (ultima su 110, penultima Siracusa) e in generale nel Sud e nelle isole il livello medio di qualità della vita resta insufficiente e non migliora (ma ci sono segnali in controtendenza in molte province della Sardegna). Sono queste regioni a risentire maggiormente della crisi, che fa soffrire anche il Nordovest, mentre reggono meglio Nord-est e Centro. Ma perdono colpi, a vantaggio delle province medio-piccole, anche tutte le grandi aree urbane, compresa Milano, e con la sola eccezione di Torino. Tra di loro la performance più negativa è di Roma, che per la prima volta finisce, accanto alle province del Mezzogiorno, sotto la sufficienza.
A livello regionale, meglio di Reggio fa la vicina provincia Parma, che si colloca al sesto posto (896,23 punti), risalendo di sette posizioni rispetto al 2015. Al 12esimo posto invece, c’è la provincia di Forlì-Cesena, che addirittura risale di dieci posti, raggiungendo 808,85 punti. Sul podio regionale, appena un gradino sopra la nostra provincia, anche Piacenza: 15esima, colleziona 787,30 punti (nel 2015 era 23esima). Dietro di noi invece ci sono Modena (21esima), Rimini (36esima), Ravenna (39esima), Bologna (47esima), Ferrara (67esima). In generale, c’è un timido miglioramento rispetto all’anno scorso (le province che possono vantare livelli buoni o accettabili sono passate da 53 a 56), il 53,9% degli italiani (pari a 32 milioni 732 mila residenti) vive in province (54) in cui la qualità delle vita è scarsa o insufficiente. Di queste 6 sono nel nord ovest, 2 nel nord est, 7 in Italia centrale e 39 su 41 in Italia meridionale e insulare. A deludere sono anche le grandi aree urbane, che arretrano tutte, rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Torino (che sale di 6 posti). Ma se Milano (56esima) e Napoli (108) perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014), portandosi all’88esimo posto.
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