Rimangono ai domiciliari i due cinesi con la katana
Baiso: udienza di convalida in tribunale dopo l’aggressione di venerdì mattina Padre e figlio all’ospedale. La difesa degli accusati: «È solo una spada da arredo»
BAISO. Rimangono agli arresti domiciliari i due fratelli cinesi che venerdì mattina hanno aggredito due persone a Caselle di Baiso, usando anche una katana, una riproduzione di una spada tradizionale giapponese. I due parenti, un 33enne e un 30enne residenti a Toano, dove il maggiore gestisce un bar, sono comparsi ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia per l’udienza di convalida. Difesi dall’avvocato Massimo Simonini del foro di Modena, hanno risposto alle domande del pm Stefania Pigozzi e del gip Angela Baraldi, riconoscendo di aver agito in un momento di rabbia. Al termine del dibattimento, la Baraldi ha deciso di confermare l’attuale provvedimento restrittivo, gli arresti domiciliari, e quindi i due fratelli non potranno allontanarsi dall’abitazione indicata come residenza.
«Credo che la situazione possa ridursi col tempo, quando sarà più facile valutare con calma ogni dettaglio», commenta il difensore Massimo Simonini. Il caso è piuttosto particolare. In parte per la presenza di un’arma da taglio di notevole dimensioni come la katana, anche se ieri mattina i due accusati hanno affermato che si trattasse di una riproduzione “da arredo”, non di una vera arma. In parte perché una delle persone aggredite ha riportato una ferita alla testa, che avrebbe potuto comportare rischi seri per la salute. Non a caso, anzichè con l’udienza per direttissima come spesso accade in casi simili, si è deciso di procedere con l’iter tradizionale; quella di ieri è stata infatti una semplice udienza di convalida, e l’inizio del processo non è ancora stato fissato. La vicenda ha la sua scintilla giovedì sera nel bar toanese gestito da uno dei fratelli. Qui scoppia una discussione fra il gestore e un cliente, e un 58enne reggiano si mette in mezzo ai contendenti, separandoli. Un intervento non gradito dal barista, che la mattina dopo, con il fratello e la katana, è andato a cercare il “pacificatore”, rintracciandolo a Caselle di Baiso. Lì i due parenti hanno aggredito non solo il 58enne, ma anche il 24enne figlio di quest’ultimo, che aveva provato a difendere il padre. Il ragazzo ha riportato un’ampia ferita alla fronte, provocata dalla lama della spada, con relativa forte perdita di sangue. Sul posto sono arrivati i carabinieri. Padre e figlio sono stati portati all’ospedale. (adr.ar.)
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