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«Una svolta per lo sviluppo sostenibile»

«Una svolta per lo sviluppo sostenibile»

Amendolara, delegato reggiano Coldiretti: «Puntare sull’agricoltura per il rilancio del territorio»

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REGGIO EMILIA. «La differenza con altre iniziative simili messe in campo da altre amministrazioni sta nel fatto che spesso le altre hanno solo recuperato suolo. Poi, una volta recuperato, il suolo resta esposto alla vandalizzazione del cemento. Qui a Reggio Emilia, invece, c’è una progettualità. E dietro al recupero del suolo si aprono discorsi legati alla possibilità di infrastrutture e di abbellimento del territorio rurale». È quanto afferma Vito Amendolara, delegato confederale per la Coldiretti di Reggio Emilia, sulle misure per la riconversione dei terreni urbanizzabili in agricoli messi in atto dall’amministrazione: la prima variante in riduzione della storia del Comune, che ha trasformato 136 ettari di aree potenzialmente urbanizzabili in territorio agricolo, pari al 30% delle nuove previsioni residenziali del Piano strutturale comunale, con una “cancellazione” di oltre 630 alloggi, tra Pratofontana, Fogliano, Mancasale, San Maurizio. Fra le misure, nell’ambito del Piano operativo comunale anche la possibilità di escludere dall’edificazione ulteriori 70 ettari destinati a nuove costruzioni dal Piano regolatore 2001, pari ad altri cinquecento alloggi, e localizzati prevalentemente a Massenzatico, Cavazzoli, Manenti, Gaida e nella zona nord della città. «Non si può parlare solo di “svolta verde” – afferma Amendolara – con la variante in riduzione siamo di fronte ad una vera programmazione dello sviluppo sostenibile, dove l’agricoltura diventa un elemento fondante». Il delegato Coldiretti ricorda che «nel contesto della nostra provincia, c’è una crescita continua di imprenditori di altissimo livello qualitativo: una crescita pronta a fruire di queste novità all’interno di una programmazione che tenga conto di quanto agricoltura possa esser utile alla città e allo sviluppo sostenibile». A livello nazionale, mancano leggi in questa direzione. Ed è dai tempi del governo Monti, quando il ministro delle Politiche agricole era Mario Catania, che giace in Senato una legge per la tutela del suolo agricolo, che prevedeva anche semplificazioni sul fronte burocratico. «La legge è bloccata dal 2012 e si pone due obiettivi principali – aggiunge Amendolara – l’utilizzo più intelligente della risorsa suolo, ma anche la prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico, che provoca grandi danni nella nostra provincia e nel nostro Paese».

Ma possono i provvedimenti comunali fare da apripista a livello nazionale? «Di certo è un punto di riferimento che può essere emulato da altri Comuni della provincia – risponde il delegato Coldiretti – Soprattutto per le sue potenzialità, anche turistiche. Puntando sulla Mediopadana, l’abbellimento del territorio agricolo può rendere più fruibile il turismo rurale ed enogastronomico, su cui fino ad oggi si è fatto pochissimo, ma che può diventare una grande opportunità per Reggio e la provincia». (e.spa.)

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