Dibattito su tre migranti a Chiozza Polemica della consigliera Diacci
SCANDIANO. Non è ancora definito l’eventuale arrivo di tre migranti alla parrocchia di Chiozza. Lunedì sera si è tenuta un’assemblea nella frazione scandianese, convocata dal parroco don Enrico...
SCANDIANO. Non è ancora definito l’eventuale arrivo di tre migranti alla parrocchia di Chiozza. Lunedì sera si è tenuta un’assemblea nella frazione scandianese, convocata dal parroco don Enrico Ghinolfi per ragionare sull’opportunità di ospitare nei locali tre giovani africani, arrivati a Reggio di recente all’interno del percorso di accoglienza gestito dalla Caritas.
A Chiozza vi sono spazi ampi, da poco risistemati, e quindi è nata l’ipotesi di far risiedere alcune di queste persone nell’area parrocchiale. I sacerdoti scandianesi, prima di concretizzare qualsiasi arrivo, hanno voluto aggiornare i componenti della comunità sull’ipotetico percorso, che coinvolgerebbe tre uomini provenienti da Mali, Ghana e Nigeria.
«Per ora non abbiamo deciso nulla, la riunione si è conclusa in maniera interlocutoria – afferma il sacerdote – era importante in questo momento fare chiarezza».
L’assemblea ha però creato anche qualche malumore, come quelli della consigliera comunale di centrodestra Elena Diacci, presente lunedì a Chiozza. La Diacci si lamenta di non aver potuto prendere la parola perché «il parroco, dimostrando grande ecumenismo, ha premesso che chi non era della parrocchia doveva tacere». E polemizza con il sacerdote: «Siccome non mi risulta che nei paesi dei migranti vi siano guerre attive, in base a che criterio li definisce profughi? Ed è così sicuro che venga loro concesso il permesso di soggiorno?».
«Non conosco la consigliera Diacci in volto, non so se fosse presente – risponde don Enrico – ho solo sottolineato che in una riunione parrocchiale avevano diritto di parola i componenti della comunità ecclesiastica di Chiozza». (adr.ar.)
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