Gazzetta di Reggio

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Si calano dall’alto e rubano 180 forme

di Ambra Prati
Si calano dall’alto e rubano 180 forme

Bottino ingente (80mila euro) a Villa Aiola. Colpo sventato a Campegine, dove il figlio del custode sorprende i ladri

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MONTECCHIO. Non si arresta la raffica di raid dei predatori del Parmigiano Reggiano, le bande di ladri professionisti che razziano i caseifici. Nella notte tra lunedì e martedì, due le aziende produttrici del re del formaggio finite nel mirino dei ladri – la stessa banda o due diverse in azione. E se un primo colpo a Campegine è stato sventato, il secondo a Villa Aiola ha fruttato un grosso bottino: 180 forme per un valore di circa 80mila euro.

La prima incursione, studiata nei minimi particolari, si è verificata nel magazzino di stagionatura dell’azienda agricola Codeluppi in via Amendola 88 a Campegine. Erano le 23.20 quando il figlio del custode, rientrando a casa, ha visto degli sconosciuti che si aggiravano a piedi al buio sul retro della struttura; il giovane ha subito riferito il fatto inquietante al padre, che ha acceso le telecamere (si vedevano almeno quattro persone) e ha lanciato l’allarme al 112. Quando, pochi minuti dopo, è arrivata sul posto una pattuglia della stazione di Castelnovo Sotto, alcuni sconosciuti che si aggiravano nelle vicinanze del caseificio si sono dati a una precipitosa fuga a piedi attraverso i campi, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Mentre nella zona scattavano le ricerche dei fuggitivi, il sopralluogo eseguito dai carabinieri ha consentito di trovare attrezzi da scasso.

Nello specifico sono stati sequestrati due flessibili con diverse lame e un trapano per praticare le effrazioni, un estintore (utilizzato in recenti casi per neutralizzare gli allarmi o stordire eventuali cani da guardia) e varie tipologie di corde.

Il materiale rinvenuto sarà inviato al Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Parma, per ricavare eventuali impronte. Al momento nessuna traccia di furgoni o veicoli, senza dubbio in uso alla banda per arrivare sull’obiettivo. «Stavolta è andata bene. Abbiamo un sistema di telecamere, che hanno ripreso almeno quattro ombre – afferma Simona Codeluppi, uno dei soci dell’azienda, che conta 700 bovini e un laboratorio per la trasformazione del latte –. L’anno scorso avevamo subìto due sgradite visite nel giro di 15 giorni: il 21 ottobre i ladri avevano abbattuto il portone del magazzino con la pala di una ruspa e rubato una cinquantina di forme di Parmigiano Reggiano per un valore di 30mila euro; il 13 novembre avevano tentato di nuovo senza riuscirci».

Il secondo colpo, in ordine di tempo, ha avuto come obiettivo la Società Agricola Villa Aiola Spa, in strada Aiola 17, un’azienda privata storica della frazione montecchiese.

«L’ultimo giro di controllo è stato fatto all’una, il primo responsabile è arrivato al lavoro alle 5: dev’essere accaduto in quel lasso di tempo», spiega una dipendente. All’alba è stato il casaro, entrato nel magazzino di stagionatura, ad accorgersi di interi bancali di legno vuoti: i malviventi sono entrati da una finestra, trovata forzata e aperta, situata a 5-6 metri di altezza, e una volta calatisi all’interno hanno scassinato il portone, per caricare agevolmente le pesanti forme. Dovevano essere almeno in quattro o cinque, per trasportare l’ingente carico: ben 170-180 forme di Parmigiano Reggiano di oltre 24 mesi, il più pregiato, per un valore sul mercato al dettaglio di circa 80mila euro.

«Dai segni di pneumatici che hanno lasciato sul terreno circostante, la banda aveva due veicoli – commenta amara la collaboratrice – visti i continui casi di cronaca, per premunirci avevamo deciso di installare un sistema di videosorveglianza e avevamo già fissato un appuntamento: sono stati più veloci i ladri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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