«Trenta chilometri orari? No grazie»
Molti i reggiani critici nei confronti dei nuovi limiti in circonvallazione: «Aggiungerà solo altro traffico a quello che c’è già»
REGGIO EMILIA. «Già la circonvallazione è sempre intasata, se mettono anche il limite dei trenta chilometri all’ora secondo me non si cammina più». Questo commento di una mamma reggiana sintetizza l’opinione della maggioranza delle persone che abbiamo sentito ieri sul nuovo Piano di azione per il risanamento acustico di Reggio Emilia approvato lunedì dal Consiglio comunale.
Provvedimento che, fra i vari punti, andrà a incidere proprio sui viali di circonvallazione e i relativi assi di immissione. Prevedendo l’incremento dei controlli per il rispetto del limite di velocità, la realizzazione di due nuovi impianti semaforici in viale dei Mille e viale Piave, la piantumazione di nuovi alberi e la sperimentazione del transito con limite di 30 chilometri orari in tutti i vialid ella circonvallazione.
Ed è quest’ultima novità a far storcere il naso a molti reggiani. Così siamo andati a parlare con chi la circonvallazione la percorre tutti i giorni, per andare a lavoro, prendere i figli a scuola o semplicemente fare la spesa. Con chi, insomma, conosce pregi e difetti dell’anello stradale che circonda Reggio Emilia.
«Io tutti i giorni mi devo sorbire il lato peggiore della circonvallazione – ci racconta Valeria mentre, ferma in macchina, aspetta che sua figlia esca da scuola – quello in cui la strada si riempie di genitori che vanno a recuperare i propri figli. Spostarsi è un inferno, non ci si muove, altro che trenta chilometri si farebbe prima in retromarcia con freno a mano tirato. E adesso, anche quando si potrebbe circolare un po’ più velocemente, mi dicono che devo andare più piano? E come esattamente questo limite inciderebbe sul rumore?».
A non condividere il nesso fra limite di velocità e inquinamento acustico è anche Aldo. Lui lavora in centro e sta mangiando un panino in attesa che finisca la pausa pranzo: «Giusti tutti i provvedimenti per carità. Bene gli alberi, bene anche i semafori, bene voler ridurre il rumore nei pressi del centro storico. Ma questo nuovo limite non lo capisco proprio. Fra cinquanta e trenta chilometri orari non mi sembra che ci sia una grande differenza. Fanno peggio le centinaia di auto in coda che si muovono a un chilometro all’ora secondo me. Ecco, se si riuscisse a snellire il traffico quello sì che sarebbe un provvedimento ben fatto».
Ma come Valeria e Aldo la pensano molti altri reggiani, che rispondono con commenti fra l’ironico e l’arrabbiato. Perché si sa, in una società in cui mediamente una buona fetta della giornata si passa in macchina, la circolazione stradale è uno degli argomenti più sensibili. «Trenta all’ora? – spiega beffardo un automobilista – .Beh, sarebbe sicuramente un’andatura più veloce del solito».
Qualche mosca bianca che apprezza, tuttavia, ci sta. Antonio è in pensione da diverso tempo e si ricorda di «quando a Reggio c’erano molte più biciclette. Se riducono il limite magari la gente è più incentivata a usare le bici, troppo traffico non fa bene a nessuno».
E così la pensa anche il figlio, a passeggio con lui: «Sono d’accordo. Ho letto che ci sono molti tumori a Reggio Emilia. Una causa sicuramente è lo smog creato dalle vetture».
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