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Esplode il bancomat, ladri a mani vuote

di Leonardo Grilli
Esplode il bancomat, ladri a mani vuote

Banda di ladri fa saltare lo sportello di Pieve della Cassa di Risparmio di Cesena ma non riesce ad arraffare i soldi

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REGGIO EMILIA. Un boato ha squarciato il silenzio della notte nel quartiere di Pieve Modolena, a Reggio Emilia. Ma non si trattava del terremoto, che sarebbe arrivato solo qualche ora più tardi. Erano, invece, i rumori prodotti da una banda di ladri. Una di quelle che prendono di mira i bancomat della città.

Poco prima delle tre di ieri infatti i malviventi hanno fatto esplodere lo sportello automatico della Cassa di Risparmio di Cesena, in via Quarto Camurri. Filiale che era stata chiusa a luglio, lasciando operativo solo il bancomat.

A dare l’allarme ai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia è stato un istituto di vigilanza privato a cui è collegato il macchinario.

Una volta pervenuto l’allarme scattato dopo la deflagrazione, è stata subito lanciata l’allerta ai militari.

Secondo i primi accertamenti dei carabinieri del nucleo radiomobile, che stanno conducendo le indagini insieme ai colleghi del nucleo operativo, i malviventi avrebbero riempito la colonnina del bancomat, probabilmente con del gas acetilene, per poi far esplodere la struttura con un contatto elettrico.

La procedura è drammaticamente semplice. La miscela viene introdotta con una cannula all’interno del contenitore, attraverso la bocchetta di prelievo contante. A questo punto è sufficiente una batteria da 9 volt per ottenere un’esplosione in grado di scardinare la porta della cassaforte, rompere le cerniere e deformare i catenacci.

Queste esplosioni a volte, per incapacità, incompetenza o per inappropriato dosaggio del gas, non sono controllate e diventano causa di incendio o compromissioni a livello strutturale dell’edificio dove è installata l’apparecchiatura, con danni che spesso superano il reale importo di furto del denaro presente nel bancomat.

L’attacco con gas esplosivo però è così diffuso perché è basato sulla velocità di esecuzione. Dai dati rilevati ai “registratori di eventi” collocati negli impianti anti intrusione delle banche, infatti, è risultato che per compiere il furto bastano in media dai tre ai sei minuti.

Periodo oltre il quale i malfattori rischierebbero di venir sorpresi dalle forze dell’ordine, il cui intervento medio si aggira sui dodici minuti.

Al momento dell’azione della banda “specializzata”, nello sportello automatico vi erano depositati 2.100 euro che, per fortuna, i malviventi non sono riusciti a rubare, forse per la fretta di scappare o forse perché lo scoppio non è riuscito a far aprire un varco sufficientemente largo.

Il conto esatto dei danni strutturali, fanno sapere dalla sede reggiana della Cassa di Risparmio di Cesena, si avrà con ogni probabilità solamente nelle prossime ore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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