Gazzetta di Reggio

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«Eternit bis, ora ottenere giustizia sarà più difficile»

di Adriano Arati
«Eternit bis, ora ottenere giustizia sarà più difficile»

Parla il legale delle vittime di Rubiera dopo la derubricazione arrivata da Torino «Addio al procedimento unico, la frammentazione dei casi ora è rischiosa»

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RUBIERA. Un terremoto ancora da decifrare, con aspetti potenzialmente positivi ed altri negativi. Federica Riccò, avvocato reggiano che segue la famiglia di una vittima rubierese di Eternit nel procedimento in corso sino a martedì a Torino, vede diverse sfaccettature nel recentissimo stravolgimento al processo Eternit Bis contro il milionario svizzero Stephan Schmidheiny, il proprietario della Eternit, l’azienda produttrice di infissi a base di amianto.

Due giorni fa il giudice per le udienze preliminari torinese Federica Bompieri, chiamata a valutare i 258 procedimenti per omicidio volontario, ha prescritto alcuni casi dopo aver sancito la derubricazione del reato da omicidio volontario a omicidio colposo plurimo aggravato e disposto il trasferimento ad altre sedi di 243 casi.

Due fascicoli, quelli che riguardano Rubiera, passano quindi a Reggio Emilia, nella Procura dove è già presente da tempo un esposto per 47 casi di omicidio colposo presentata da Emanuele Cavallaro, il sindaco di Rubiera, paese che per decenni ha funzionato una sede Eternit.

«Per ora è difficile capire ancora bene quali saranno le conseguenze. Di sicuro con questa decisione la possibilità di ottenere verità e giustizia per i parenti delle vittime si allontana ancora di più», commenta l’avvocato Riccò. «Il cambio di imputazione va a penalizzare una scelta coraggiosa, quella della procura torinese, di puntare sull’omicidio volontario, e adesso si alzano ovviamente le possibilità che il reato passi poi in prescrizione» riflette la legale.

Con una ulteriore pressione per le famiglie: «Diventa difficile per i parenti separare il mero aspetto tecnico da quello emotivo, non è certo facile per chi è coinvolto». E magari è già dovuto passare per la decorrenza dei termini con cui si è chiuso il primo processo Eternit.

Rimane un altro punto, il trasferimento ad altri tribunali. «Da un certo punto di vista può facilitare il percorso, perché i processi saranno istruiti nei luoghi dove hanno vissuto le vittime: l’impatto emotivo sarà più forte» ragiona l’avvocato. «Dall’altro lato, è inevitabile che la decisione di Torino potrà influire anche sulle scelte delle varie procure. Ed ho un altro timore: ora il procedimento viene separato in diversi cammini individuali, ognuno dei quali potrà prendere strade diverse. Una frammentarietà che potrebbe generare problemi, non ci sarà più un unico grande procedimento collettivo, ma decisioni diverse, tempi diversi. Non sarà semplice».

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