Il piccolo Nicolas abbraccia lo staff medico che gli ha salvato la vita
Reggio Emilia: il bambino di 18 mesi, finito all’ospedale con pezzettini di mela nei polmoni che gli impedicano di respirare, ieri insieme a mamma e papà ha incontrato l’équipe del Santa Maria Nuova che lo ha operato d’urgenza
REGGIO EMILIA. Ve lo ricordate Nicolas? Dieci giorni fa era arrivato all’ospedale Santa Maria Nuova in condizioni disperate, con quei maledetti pezzettini di mela finiti nei polmoni. Tre giorni dopo veniva dimesso: a salvarlo una delicatissima operazione effettuata da un’équipe multidisciplinare dell’Arcispedale con una procedura endoscopica mai eseguita in precedenza su un paziente così piccolo.
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Ieri è tornato all’ospedale in grande spolvero (jeans con risvoltino, maglioncino rosso e sorriso delle grandi occasioni) con mamma Victoria e papà Fabio, per incontrare gli eroi che lo hanno salvato.
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Nicolas (“Tempesta” il nome di battaglia) ha solo 18 mesi ma ha già lottato e vinto contro la morte. Un giorno lo saprà. Qualcuno gli racconterà quanto è stato forte lui e quanto sono stati bravi i medici che «lo hanno fatto nascere un seconda volta». Per il momento Nicolas si guarda intorno con circospezione e curiosità: è in braccio alla mamma, accanto c’è il papà, di fronte tanti camici bianchi e verdi che a quanto pare non gli fanno più paura. Chissà quanto durano dieci giorni per un bambino...
Per Fabio Galloni, il papà di Nicolas, è un sogno che si avvera: «Lo so che non c’è un modo per ringraziarvi e non potremo mai farlo abbastanza – spiega il papà – avete fatto una cosa troppo grande, ma per noi era importante incontravi. Perché non solo siete stati bravi, ma la vostra umanità è stata altrettanto importante». Allo stesso modo, medici e infermieri non nascondono la loro soddisfazione: «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare e siamo più contenti noi che voi».
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Impossibile non tornare a quei terribili momenti, ma ora si può anche sorridere. E ricordare come i Teletubbies abbiano fatto compagnia a Nicolas in Rianimazione, prima e dopo l’intervento. Ma anche come Nicolas abbia divorato a poche ore dall’operazione otto vasetti di omogeneizzato. Poi il ritorno a casa: a tre giorni dalla grande paura, Nicolas come niente fosse ritorna ad essere la “tempesta” di sempre.
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Ma anche se siamo qui per festeggiare il lieto fine, c’è chi ci invita a riflettere. «Fino ai 2-3 anni – spiega il dottor Lorenzo Agostini, pneumologo, affiancato da Giorgio Danelli, direttore di Anestesia e Rianimazione – è meglio non dare ai bambini noccioline, arachidi, noci, croccantini, pezzi di frutta o di verdura: non è scontato che abbiano sotto controllo la masticazione. Lo dico perché a sostenerlo è mia moglie che è pediatra – sorride – ma non solo. Per esperienza personale, posso dire che da bambino mia madre mi ha sempre grattugiato le mele. E sempre per esperienza personale ricordo che mio figlio da piccolo ha rischiato: qualcuno gli ha allungato una cannuccia con dentro una pallina e lui l’ha risucchiata... È vero che oggi anche i pediatri sono divisi. In molti pensano che i bambini debbano fare le loro esperienze, anche a tavola, senza costrizioni. Ma io ci andrei cauto».
Messaggio ricevuto dalla mamma di Nicolas: «Quel giorno – ricorda e non riesce a non commuoversi Victoria Oboroc – stavo mangiando una mela e Nicolas si è avvicinato, gli ho dato una fettina... Una cosa è certa, in casa nostra le mele non entrano più».
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