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Il quarto caso ancora nella Bassa

Il quarto caso ancora nella Bassa

L'analisi dei numerosi precedenti fa pensare a una crescente “specializzazione” dei cinesi: dietro gli ingenti investimenti e la rete necessaria per allestire le “serre” industriali di produzione di...

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L'analisi dei numerosi

precedenti fa pensare a una crescente “specializzazione” dei cinesi: dietro gli ingenti investimenti e la rete necessaria per allestire le “serre” industriali di produzione di marijuana, da tempo si ipotizza la mano d ella criminalità organizzata con gli occhi a mandorla, che sceglie i casolari abbandonati e isolati della Bassa per coltivare le preziose piantine.

L’ultimo scoperta eclatante, in ordine di tempo, risale al 17 novembre scorso ad opera della polizia municipale di Reggio Emilia, che eseguì un blitz in un casolare della frazione di San Rocco di Guastalla (in foto): furono sequestrati 76,4 chili di marijuana, 668 piantine, 663 vasi contenenti le radici delle piante per la ricrescita, in manette una cittadina cinese di 40 anni.

Il 23 marzo scorso la Guardia di Finanza di Modena fece irruzione nelle campagne di Novellara, dove vennero rinvenute ben 3.208 piante, che avrebbero fruttato dai 150 ai 200 chili di prodotto finito, per un valore sul mercato di oltre tre milioni di euro; il “tappeto” d’erba era custodito all'interno di un casolare di proprietà di due

cinesi. Il 6 novembre 2015, nel verificare la residenza di un cinese, in un casolare di via Cervi a Castelnovo Sotto la questura si imbattè in 770 piante di marijuana.

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