Minacciato dai ladri con un manganello
Montecchio: i malviventi reagiscono dopo essere stati scoperti, inseguiti e insultati in strada dal padrone di casa
MONTECCHIO. Sorprende i ladri in casa, non si spaventa ma, anzi, li insegue fino in strada, inveendo contro di loro con un colorito «figli di p...». Ma uno dei due malviventi in fuga si sente offeso, si gira, replica secco «figli di p. a chi?» e per tutta risposta estrae un manganello.
E’ accaduto lunedì scorso a Montecchio, in via Luigi Reverberi. Erano le 17.30 quando il proprietario di 48 anni è rientrato dal lavoro a casa, dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione. «Tra l’altro, avremmo dovuto mettere le inferriate alla porta principale d’ingresso, a pianterreno; il cantiere serve anche a quello – afferma la moglie, che in quel momento era assente – ed è proprio da quell’ingresso principale che sono entrati. Stupisce il fatto che mio marito non sia entrato subito: ha ricevuto una telefonata sul cellulare e si è attardato dieci minuti davanti all’abitazione. Mentre era al telefonino, ha notato in strada uno sconosciuto: tarchiato, con addosso un bomber blu, i jeans, un cappellino da baseball calato sul volto».
Era il “palo”, ma sul momento il 48enne non ci ha fatto caso. Salito al piano superiore, però, il proprietario ha sorpreso uno sconosciuto, alto e longilineo, nel corridoio, intento a frugare in un armadietto. Un attimo di sorpresa e poi ha detto la classica frase in momenti del genere: “Chi c’è? Chi è lei?”. Lo sconosciuto ha subito infilato le scale di corsa ed è fuggito a piedi. «Mio marito gli è corso dietro inseguendolo fino all’esterno, dove il ladro si è unito all’altro sconosciuto e ha proseguito l’inseguimento prendendoli a male parole – dice la moglie – finché a metà della via il “palo”, risentito per le pesanti parole, si è voltato e ha estratto un manganello di piccole dimensioni, di quelli a molla che scattano e si allungano». A quel punto il 48enne, spaventato, ha desistito e ha telefonato al 112. I carabinieri di Montecchio, arrivati sul posto, hanno raccolto la denuncia e battuto la zona. Ma invano: i due malviventi, che con tutta probabilità avevano un’auto parcheggiata poco distante, sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Le indagini comunque proseguono.
«Quando sono entrato in casa ho trovato le camere da letto messe a soqquadro, hanno ribaltato perfino i materassi – spiega il proprietario –. Il bottino è minimo: hanno preso solo le monetine dentro i salvadanai dei miei figli, 30-40 euro. L’oro che era nascosto non l’hanno invece trovato, mentre iPad, computer e televisore in bella vista non li hanno toccati». In compenso, il 48enne ha poi scoperto che il loro cane, un Akita Inu di media taglia, è stato picchiato, forse perché si era messo ad abbaiare: «A quell’ora il nostro vicino era ancora al lavoro e l’intervento del cane non è servito».
Il 48enne evidenzia come, in quella strada, non c’è un residente che non abbia ricevuto la sgradita visita dei ladri.
«Dall’unica frase pronunciata dal “palo”, si presume che fossero stranieri, forse dell’Est europeo – conclude la moglie –. Sono ancora spaventata, soprattutto perché mio marito è rincasato per primo a casa per puro caso: di solito rientra prima mia figlia, che ha 16 anni. Adesso ho paura che tornino e che se la possano prendere con i miei figli».
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