Gazzetta di Reggio

Reggio

Nuova Terapia intensiva a Salus Hospital

di Alessandro Zelioli
Nuova Terapia intensiva a Salus Hospital

Il reparto, al servizio della Cardiochirurgia, avrà otto posti letto a monitoraggio individualizzato

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REGGIO EMILIA. È stata inaugurata la nuova Terapia Intensiva di Salus Hospital, clinica reggiana del Gruppo Villa Maria, che consente alla struttura diretta da Valter Brunello di accrescere il suo valore di Cardiochirurgia d’eccellenza grazie anche a nuove tecniche operatorie per la terapia mininvasiva della valvola mitrale, che la colloca tra i primi dieci centri europei per alcune procedure.

Salus Hospital, infatti, è tra i dieci centri del vecchio continente, scelti come struttura-scuola destinata a favorire la conoscenza e diffusione della tecnica Neochord, metodica utilizzata nella riparazione della valvola mitrale senza aprire il cuore, senza interrompere il normale ciclo cardiaco e senza dover ricorrere alla circolazione extracorporea (Cec) utilizzata già da tempo dal dottor Alberto Albertini che di quel reparto è responsabile.

Alla presenza del presidente della Provincia, Giammaria Manghi – che è anche presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) – del presidente dell’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), Bruno Biagi, e di numerosi medici non solo della provincia, don Daniele Casini, parroco del duomo, ha benedetto i nuovi locali.

Otto posti letto a monitoraggio individualizzato, uno dei quali collocato all’interno di un peculiare box d’isolamento riservato a degenti con problematiche infettive e un potenziamento dei sistemi di telemetria per il controllo clinico dei pazienti segnano, assieme alla nuova tecnica Neochord, un punto di svolta per la Cardiochirurgia.

«A Reggio – ha raccontato Manghi – la sanità è un servizio che funziona bene. Pubblico e privato lavorano in sinergia per la salute del paziente. E se il privato, come Salus Hospital, è qualificato ben venga. Qui si operano 360 pazienti cardiochirurgici l’anno per un totale di 4500 ricoveri. Numeri importanti che associati all’attività ambulatoriale dicono che il pubblico sceglie il privato come il pubblico, sapendo che questo è un arricchimento per la collettività».

«Sei anni fa – ha detto il Dottor Albertini presentando la tecnica adottata – arrivando a Salus trovai una situazione confusa. Puntai alla creazione di una rete sul territorio, che avevo già attuato sin dai tempi dell’università e nella quale credo fortemente. Ora l’Heart Team è una realtà grazie al confronto con i cardiologi degli ospedali e del territorio con i quali vengono condivise tutte le scelte per la salute del paziente. Con alcune tecniche, gli interventi arrivano a ridursi anche a pochi minuti. E con la previsione di aumento delle patologie valvolari del 2% all’anno per i prossimi 10, non è poca cosa. I benefici sono anche di natura sociale. Tra l’altro, queste nuove tecniche consentono di avere poche complicazioni e una mortalità, fino a ora, nulla».

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