Telefoni intercettati e due sole denunce: tutto parte da qui
Nei telefoni cellulari delle prostitute controllate c’era la loro vita: i contatti con i clienti più assidui, ma soprattutto quelli con i “taxisti”, gli sfruttatori e coloro che affittavano le...
Nei telefoni cellulari delle prostitute controllate c’era la loro vita: i contatti con i clienti più assidui, ma soprattutto quelli con i “taxisti”, gli sfruttatori e coloro che affittavano le piazzole per esercitare. È proprio da quelle utenze che la squadra mobile della polizia è partita: mesi di intercettazioni e verifiche incrociate per costruire il domino dell’operazione “Nonno”. Che racconta di due gruppi talvolta autonomi e talvolta soci in affari, che non si sono mai scontrati con quelli solitamente definiti “reati spia” (botte o regolamenti di conti), ma che cercavano la pax imprenditoriale. Al massimo, hanno annotato gli investigatori, si arrivava alle minacce di lieve entità, come raccontato dalle uniche due ragazze che hanno scelto di denunciare. Pressioni per i pagamenti o per lasciare liberi gli spazi e telefonate utili a indurre timori e assecondare le richieste del gruppo. Tutto è andato avanti fino all’alba di ieri quando 40 uomini – tutta la squadra mobile, gli agenti della questura e dei commissariati modenesi e quattro pattuglie del Reparto Anticrimine di Reggio – hanno fatto scattare le manette.
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