Una pista porta ancora in via Turri
Trovato uno scontrino emesso in città: da lì partivano le indagini anche della casa-serra di Guastalla
NOVELLARA. Il 17 novembre scorso, l’indagine della polizia municipale di Reggio Emilia partì da informazioni raccolte da fonti confidenziali in via Turri per arrivare nella maxi serra di San Rocco di Guastalla.
Ora quest’ultima “serra” smantellata dall’Arma contiene una pista che potrebbe ricondurre alla stessa zona stazione cittadina. Nella camera dei due custodi, insieme a cibo da asporto, è stato infatti rinvenuto lo scontrino emesso da un ristorante cinese di via Turri. Non un caso, ritengono gli investigatori. Di certo, anche se i due arrestati non si sono dimostrati collaborativi – all’apparenza non comprendono l’italiano e, tramite un interprete, si sono limitati a dichiarare di essere da poco espatriati – non hanno avuto il tempo di reagire né di nascondere nulla. I cellulari in loro possesso sono stati sequestrati e ora sono al vaglio degli inquirenti. «Un risultato importante, che ci mette in condizione di poter eseguire ulteriori approfondimenti – ha affermato il colonello Antonino Buda – Non mancheranno sviluppi». I due coltivatori avevano affinato la tecnica di coltivazione e utilizzavano il sistema della talea, una forma di moltiplicazione vegetativa nota in frutticultura: anziché piantare il seme, e aspettare la crescita della pianta, si taglia un rametto provvisto di una gemma capace di mettere radici e di rigenerare la pianta. In questo modo, velocizzavano i tempi tra un raccolto e l’altro, utilizzando anche fertilizzanti ad hoc per aumentare il principio attivo, che nelle loro pianticelle di 50 centimetri era pari a quello di una normale pianta di un metro e mezzo. (am.p.)
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