Gazzetta di Reggio

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Via libera dalla Regione ai lavori per il cimitero

di Mauro Pinotti
Via libera dalla Regione ai lavori per il cimitero

Reggiolo: la struttura danneggiata dal sisma del 2012 è ancora puntellata Approvato il progetto definitivo per 800mila euro, l’opera partirà a primavera

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REGGIOLO. L’amministrazione comunale di Reggiolo ha ricevuto dalla Regione la «congruità finanziaria e architettonica» del progetto e sta preparando la gara per l’assegnazione dei lavori che potrebbero cominciare nella primavera del 2017. Così è stato dato il via libera al progetto definitivo di recupero del cimitero, fortemente danneggiato dal sisma del 2012, per 800mila euro.

Nei mesi successivi al terremoto, la struttura era stata messa in sicurezza, con transennature e ponteggi strutturali. Ora, dopo il parere favorevole da parte della Regione Emilia Romagna e della Soprintendenza dei Beni Culturali, possono essere avviate le procedure di gara per la scelta dell’impresa che realizzerà i lavori previsti già dalla prossima primavera. I lavori riguarderanno la sistemazione della struttura, compresi alcuni interventi migliorativi di tinteggiatura, ripristino degli intonaci e sostituzione di parte della copertura. Migliorerà anche la sicurezza: dopo una serie di furti avvenuti nel camposanto e anche sulla base delle richieste di alcuni cittadini, all’interno della struttura, grazie alla collaborazione di Sabar, sono state installate telecamere di videosorveglianza.

Il cimitero in questi giorni è interessato, tra l’altro, da una serie di estumulazioni, partite il 21 novembre scorso, per scadenza di concessioni di loculi e tombe. La zona cimiteriale è stata ampliata qualche anno fa: Sabar ha attuato un progetto per realizzare un risparmio energetico sulle luci votive.

Il cimitero di Reggiolo è classificato edificio tutelato ed inserito nel “Codice dei Beni Culturali”. L’area cimiteriale ha anche una rilevanza storica: il 14 aprile 1945 ci fu una strage. ln seguito ad un rastrellamento, avvenuto due giorni prima, furono catturati e sottoposti a interrogatori e torture, otto martiri della Resistenza furono fucilati presso il muro di cinta del cimitero di Reggiolo da un plotone di Brigate Nere.

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