Via Luxemburg, 500 firme contro il nuovo cemento
Il comitato ha consegnato ieri in Comune una mozione di iniziativa popolare I promotori: «Non ne possiamo più di consumo di suolo e di centri commerciali»
REGGIO EMILIA. I reggiani si mobilitano per salvare una delle residue aree urbane finora sottratte alla cementificazione. È il grande prato a forma di trapezio a ridosso delle vie Luxemburg e Benedetto Croce, a poca distanza dal Co.Re. Il Comune prevede la realizzazione dell’ennesimo centro commerciale con un superstore Conad, trecento appartamenti e un parcheggio scambiatore per 553 posti auto. Ma i residenti si oppongono. E ieri hanno consegnato in Comune una mozione di iniziativa popolare con le prime 492 firme per chiedere la sospensione dell’intervento, in nome di «una città delle persone, non dei carrelli e delle case vuote». Ne discuteranno in un’assemblea popolare aperta convocata per il 12 dicembre alle 21 al Buco Magico. «Non ne possiamo più – scrivono – di consumo di suolo, di centri commerciali, tragiche cattedrali delle nostre periferie, di case vuote e cemento inutile, che continuano a proliferare nonostante le buone intenzioni dell’attuale amministrazione».
La crisi economica ha quasi bloccato l’ulteriore espansione edilizia, dopo vent’anni di crescita selvaggia. E il Comune ha dato il via a quella che ha definito la “svolta verde”, riconvertendo 200 ettari di terreno edificabile in agricolo. Ma sono ancora due le superfici in cui sono previste nuove costruzioni: via Luxemburg e Ospizio, dove dovrebbe insediarsi un altro Conad. Per il comitato di via Luxemburg è comunque troppo, mentre a Reggio si contano ancora migliaia di appartamenti vuoti. «Il piano regolatore del 1999 – polemizzano dal comitato – riconosceva 195 cunei verdi intorno alla città. L’ex-sindaco, oggi ministro, Graziano Delrio avrebbe potuto conservarli, ma li ha resi tutti edificabili». È una ragione in più, secondo i cittadini, per conservare quel po’ di campagna tra via Luxemburg e via Croce. «L’opera – sottolineano – sorgerebbe in prossimità di un’area ospedaliera in costante espansione e che, come il Co.Re testimonia, rappresenta un fiore all’occhiello della nostra città».
Neppure il parcheggio scambiatore, pensato per alleggerire il traffico, è visto di buon occhio: «In quella posizione – dicono dal comitato – è inutile e disincentivante: troppo vicino al centro. Costituirebbe solo un’ulteriore fonte di inquinamento dell'area circostante». Il peggio, però, a loro giudizio, è la programmazione commerciale: «Oggi esiste già un Conad a trecento metri di distanza. Non è abbastanza? Lo stesso direttore di Conad Centro Nord ha recentemente ammesso che la struttura è stata pensata prima della crisi e che probabilmente si pesterà i piedi con i concorrenti». Perciò il comitato chiede al sindaco e al consiglio comunale di «fermare questo sciagurato progetto».
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