Ferrigno di Rifondazione indagato per le firme false
Comunali 2014: per l’ex segretario l’udienza preliminare il prossimo 20 dicembre Sale a circa 370 il numero delle sottoscrizioni doppie. Coinvolte anche altre liste
REGGIO EMILIA. L’udienza preliminare è fissata per il 20 dicembre. E in quella data il gip dovrà decidere sul rinvio a giudizio o sull’archiviazione di Alberto Ferrigno, ex consigliere provinciale ed ex segretario di Rifondazione Comunista, l’accertatore indagato per falso nell’ambito dell’inchiesta della Procura sulle firme false e irregolari presentate in occasione delle amministrative del 25 maggio 2014. A far scattare le indagini, coordinate dalla pm Giulia Stignani, è stata una denuncia presentata due anni fa dalla Commissione elettorale del Comune, che proprio alla vigilia del voto del 2014 aveva escluso la lista di Rifondazione dalle candidature. In fase di rilascio delle certificazioni elettorali necessarie per verificare i requisiti di diritto al voto di ogni singolo firmatario – procedura informatizzata preliminare alla convalida – l’Ufficio elettorale si era imbattuto in casi di certificati già rilasciati a favore di altri partiti e schieramenti.
Le sottoscrizioni raccolte da Rifondazione erano pari a 389, sopra la soglia delle 350 necessarie. Ma, in fase di controllo, una cinquantina sono risultate firme doppie, ovvero sottoscritte da cittadini che avevano già firmato a favore di altri schieramenti.
In questi casi, viene considerata valida la firma che viene presentata per prima all’Ufficio elettorale. E Rifondazione era stata l’ultima a consegnare i documenti necessari. Fra le altre anomalie riscontrate all’epoca, anche la mancanza di autenticazione su due moduli di presentatori. Una situazione sulla quale, dopo la denuncia della Commissione elettorale, la Procura ha voluto vederci chiaro. Ed è nel corso delle indagini che il numero delle firme doppie si è esteso, fino a raggiungere circa 370 irregolarità e coinvolgere anche altre delle 19 liste poi ammesse alle elezioni, vinte dal sindaco Luca Vecchi. Di qui la notifica a circa 370 cittadini di un decreto penale di condanna, con una contravvenzione di 200 euro, per violazione di un articolo della legge elettorale nel quale si prescrive che “chiunque, essendo privato o sospeso dall’esercizio del diritto elettorale, o assumendo il nome altrui, firma una dichiarazione di presentazione di candidatura o si presenta a dare il voto in una sezione elettorale, ovvero chi sottoscrive più di una dichiarazione di presentazione di candidatura o dà il voto in più sezioni elettorali, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 20.000”.
I decreti sono stati inoltrati a partire dal 2015. E molti dei circa 370 cittadini che hanno ricevuto la notifica hanno deciso di fare opposizione. Il caso più ricorrente è quello di chi avrebbe firmato due volte per la stessa lista, ma sarebbero spuntate anche la firma di un morto nel 2009 e l’autenticazione di un foglio di lista in bianco, senza firme. C’è, infine, anche chi non ha riconosciuto come proprie le firme comparse a sostegno di più di una lista. Per i circa 370 cittadini, tre le vie aperte sul piano giudiziario. Chi farà opposizione al decreto penale di condanna affronterà un processo davanti ad un giudice ordinario, mentre se farà opposizione puntando ad un rito alternativo verrà giudicato dal gip. Infine chi pagherà la contravvenzione non avrà altre conseguenze se non il ritrovarsi con un precedente penale. Più delicata invece la posizione di Ferrigno. Per lui, nel 2014 consigliere provinciale, in qualità di accertatore è scattata l’accusa per falso.
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