Gazzetta di Reggio

Reggio

«L’Unione dei Comuni è inutile»

Guastalla, il consigliere Iafrate attacca l’area vasta: «È uno spreco di soldi»

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. «L’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana? Inutile come tutte le riforme fatte dal Pd». Ci va giù pesante, Vincenzo Iafrate, consigliere di “Per Guastalla”, che spara a zero sia sull'Unione che sull'amministrazione comunale.

«In attesa del voto referendario, voglio esprimere alcune considerazioni riguardo all’Unione dei Comuni, organismo che conosco in quanto ex vicesindaco ed attuale consigliere di minoranza –ha esordito Iafrate –. Come tutte le riforme a targa Pd, anche questa si è rivelata nel tempo un inutile passaggio burocratico dispendioso che solo sulla carta ritorna utile ai cittadini. Questo organismo – ha continuato Iafrate – unisce problemi di realtà piccole con quelle di paesi più popolosi creando disfunzioni nella distribuzione delle risorse. Guastalla spende molto per avere indietro poco».

Da qui le critiche alla giunta Verona. «Un sindaco deve sapere e decidere ciò che è più utile alla sua realtà in completa autonomia – prosegue Iafrate – invece l’Unione è un piccolo parlamento che governa e fa scelte nel nome di un miglior funzionamento e di una democrazia inutile. Ma molte consulenze e incarichi esterni vengono assegnati, molti stipendi dirigenziali erogati non in base alle esigenze reali, ma ai chilometri quadrati dell’area vasta, stipendi comunque uguali a quelli delle grandi città e senza ricorrere a potenzialità interne con qualifiche idonee. Io credo nel confronto, ma alla fine ogni sindaco deve assumersi le proprie responsabilità e deve rispondere ai suoi cittadini come nel caso del delicatissimo tema della sicurezza, senza il paravento di un’Unione dove “mal comune è mezzo gaudio”. In ultimo – ha concluso il consigliere Vincenzo Iafrate – voglio spendere una riga sulla famosa abolizione delle Province (legge Del Rio). Il crollo del cavalcavia con morto e feriti e il successivo rimpallo di responsabilità tra Anas e Provincia si presta ad un’unica domanda: ma le Province non erano state abolite? Questa è la realtà delle riforme Pd: aboliti i consiglieri e i presidenti eletti dai cittadini, intatto il baraccone». (m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google