“Rimborsopoli” Il caso-Giovannini va in prescrizione
REGGIO EMILIA. Due posizioni (il reggiano Giacomo Giovannini e la bolognese Lucia Borgonzoni) stralciate per prescrizione e una messe di testimoni – un’ottantina – chiamati a sfilare in tribunale a...
REGGIO EMILIA. Due posizioni (il reggiano Giacomo Giovannini e la bolognese Lucia Borgonzoni) stralciate per prescrizione e una messe di testimoni – un’ottantina – chiamati a sfilare in tribunale a Reggio, tra i quali esponenti di spicco della Lega Nord come il senatore Roberto Calderoli e Nadia Dagrada, ex segretaria di Umberto Bossi. Si preannuncia come una sfilata di figure eccellenti il processo che vede tra gli imputati esponenti leghisti – in origine erano 23, poi 19, ora ne rimangono 17 – chiamati a rispondere di rimborsi sospetti (per cifre esigue) relativamente agli anni dal 2009 al 2011. L’accusa è, per tutti, di appropriazione indebita aggravata. Esce quindi di scena Giacomo Giovannini, ora di Progetto Reggio (gli venivano contestati 330 euro), difeso dall’avvocato Matteo Iotti. «Il mio cliente è soddisfatto di essere uscito da questa vicenda, anche se avrebbe preferito una soluzione nel merito – dichiara il legale – La prescrizione non gli rende giustizia».
Per gli altri il processo continua, ma la prescrizione resta in agguato, anche se in tempi scaglionati, trattandosi di episodi diversi che coincidono con la data in cui ciascun leghista ha percepito il rimborso spese. Tra i reggiani spiccano Angelo Alessandri (ex parlamentare) e Marco Lusetti (ex vicesegretario della Lega Nord Emilia), il reggiano Matteo Bulgarelli, gli scandianesi Fabio Ferrari e Franco Spadoni (ex autista di Alessandri), Nadia Monticelli (di Campegine), l’ex tesoriere Gianfranco Barigazzi, i modenesi Federica Boccaletti e Christian Morselli, il ferrarese Aldo Manfredini, i piacentini Marco Canavesi e Merardo Zanetti, i parmigiani Daniel Barigazzi e Giovanni Tombolato, la cagliaritana Rita Casula e Antonio Vizzaccaro di Frosinone. Ieri il giudice Alessandra Cardarelli ha constatato l’assenza di parti civili e ha ammesso le prove documentali e testimoniali avanzate sia dal pm Stefania Pigozzi sia dalle difese: ed è su quest’ultimo fronte che si prospettano scintille. «Ho chiamato a testimoniare Nadia Dagrada in quanto ex contabile Lega Nord – spiega Iotti, che difende Alessandri, Spadoni e Vizzaccaro – chiarirà anche lei l’equivoco nato dalla natura forfettaria dei rimborsi, che non nascondono un indebito arricchimento degli odierni imputati bensì una prassi contabile».
Sono 45 i testi chiamati dall’avvocato Vinci, dirigente del Carroccio, che difende gran parte degli imputati. «Avevo la possibilità di presentare una nuova lista testimoni e ho maturato l’idea di citare Andrea Costa, segretario provinciale Pd, perché da quanto mi è stato riportato da alcuni esponenti di quel partito anche il Pd ha metodologie di rimborsi forfettari. Questo per chiarire che l’attività politica non sempre è dimostrabile con rimborsi a piè di lista».
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