Rubiera, altri 12 migranti in arrivo
Il sindaco Cavallaro è perplesso: «Complicato lavorare sulla qualità necessaria»
RUBIERA. Altri 12 migranti in arrivo a Rubiera. Il paese sulla via Emilia si prepara ad accogliere, oltre ai 12 giovani africani già sistemati in due appartamenti in un condominio di viale Matteotti, un'altra dozzina di persone arrivate di recente in Italia. Si tratta di migranti registrati in provincia di Reggio Emilia e quindi sotto la tutela della cooperativa Dimora d'Abramo, che ha l'incarico della gestione dei profughi in terra reggiana. La Dimora d'Abramo ha trovato un accordo con un privato per sistemare in un vasto abitato rubierese in via Ospitaletto altri 12 ragazzi, raddoppiando quindi il numero delle presenze. In questo caso le pratiche organizzative sono seguite dalla cooperativa sociale L'Ovile. L'attuale assetto, come disposizione dei giovani nelle case, non è ancora definitivo, e in questi giorni potrebbero esserci dei trasferimenti, per cercare di accorpare le persone provenienti dalla stessa nazione, così da uniformare il più possibile lingua e abitudini e favorire la convivenza fra questi ragazzi, comprensibilmente spaesati.
Di questo incremento si è parlato anche mercoledì sera in consiglio comunale, quando il sindaco Emanuele Cavallaro, nelle sue comunicazioni, ha aggiornato i presenti sulla questione. Cavallaro ha prima ricordato le attività di inserimento già avviate con il primo gruppoe ha poi fatto presenti le proprie perplessità sul secondo percorso di ospitalità. Dubbi che aveva già espresso alla Dimora d'Abramo. «Considero qui esaurita la possibilità di positiva accoglienza da parte del nostro territorio: c'è già da fare per far sì che si "stabilizzi" la situazione in essere – afferma il sindaco Cavallaro –, soprattutto se vogliamo davvero che sia un'esperienza di "integrazione" e non di "soggiorno passivo”». La valutazione non è tanto sul numero di persone, quanto sulla qualità che si può garantire all'ospitalità. «Credo che arrivati a questo numero sia complicato lavorare con la qualità necessaria in questi casi – prosegue il primo cittadino –. La scuola d'italiano, per esempio, è già piena. Stiamo già attivando le associazioni di volontariato, approfondendo i percorsi assicurativi, individuando le proposte da fare ai richiedenti asilo che vogliano partecipare alla vita della nostra comunità in maniera gratuita». Nelle prossime settimane l'amministrazione intende organizzare un incontro in cui coinvolgere i richiedenti asilo, le cooperative che li seguono, le forze dell'ordine e il terzo settore, per cercare di trasmettere un po' delle "regole della casa", per costruire un clima collaborativo, trasparente e certo.
Inoltre, è stato chiesto agli operatori dell'Ovile di lasciare i propri recapiti ai vicini di casa di via Ospitaletto, per avere un riferimento in caso di bisogno. (adr.ar.)
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