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Vuole sposare un'italiana ma prima delle nozze viene espulso

Bagnolo in Piano, un marocchino con i documenti scaduti "tradito" dalla pubblicazioni. Ma dopo lo stop della Polizia municipale il giudice di pace l'ha data vinta alla coppia che si è potuta sposare


03 dicembre 2016 di Serena Arbizzi


BAGNOLO. Hanno fatto le pubblicazioni di matrimonio lo scorso settembre, ma nell’arco dei 15 giorni che intercorrono tra questo adempimento formale e la cerimonia è stato emesso il decreto di espulsione a carico di uno dei due. Decreto, però, annullato nei giorni scorsi.

Stava per naufragare il sogno di una coppia – lei italiana, lui marocchino – che avevano programmato il matrimonio, dopo sei anni di fidanzamento. In settembre la coppia ha depositato la pubblicazione di matrimonio e tutto sembrava filare liscio. Fino a quando, qualche giorno dopo, la polizia municipale di Bagnolo si è presentata a casa loro per procedere all’espulsione di lui.

Il marocchino in questione, infatti, non risultava regolare: i suoi documenti, al momento della pubblicazione, risultavano scaduti. Tuttavia, non si sono arresi e si sono rivolti immediatamente a un legale per risolvere il problema fino a quando, nei giorni scorsi, il giudice di pace ha annullato l’espulsione.

«La coppia ha fatto redigere le pubblicazioni di matrimonio – spiega l’avvocato Giuseppe Caldarola – Poi,
improvvisamente, una manciata di giorni dopo, hanno visto arrivare la polizia municipale a casa per attuare l’espulsione in Marocco. I due hanno deciso di sposarsi dopo sei anni di fidanzamento, evidentemente c’era chi non la pensava così. Occorre specificare che uno dei due componenti della coppia è un marocchino con documenti scaduti. Quando i due si sono rivolti a me, ho fatto ricorso al giudice di pace, il quale, inizialmente, ha sospeso il decreto d’espulsione. Nel frattempo, la coppia si è sposata. Poi, nei giorni scorsi, mi è arrivata la sentenza del giudice di pace che ha annullato definitivamente il decreto d’espulsione della Prefettura».

L’avvocato Caldarola non esita a parlare di discriminazione riguardo al caso di questa coppia.
«Ho segnalato questa storia in Procura e all’Asgi, associazione studi giuridici immigrazione, che si occupa dei
diritti degli stranieri e degli immigrati – continua il legale – Io ritengo che si possa parlare tranquillamente di discriminazione. Questo caso, inoltre, con i dovuti distinguo è vicino a quello della Shalabaeva: gli interessi
alla base erano diversi perché lei è stata espulsa dall’Italia perché irregolare. I suoi avvocati sono intervenuti rilevando, come nel mio caso,che il provvedimento era viziato, perché aveva chiesto un asilo politico – conclude
l’avvocato Caldarola – L’espulsione era “viziata” anche per la coppia perché i due hanno fatto le pubblicazioni
dopo sei anni di fidanzamento».

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